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Attualità

Casa e Ponte, il governo ha un piano: anzi due

Obiettivi e visioni sui temi dell'abitazione e delle grandi opere

di Maria Graziosi -


Il governo ha un Piano, anzi due. Il decreto sul Piano casa del 30 aprile scorso è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. E intanto la Camera ha dato l’ok definitivo al decreto sul Ponte. Che prevede, tra le altre cose, importanti novità pure sul fronte delle (altre) grandi opere a cominciare dal Mose. Un’accelerata, per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che in pratica fa degli amministratori delegati di Anas e di Reti Ferroviarie italiane, rispettivamente Claudio Andrea Gemme e Aldo Isi, commissari straordinari per le opere stradali e ferroviarie. Conferendo loro i più ampi poteri per “per coordinare autorizzazioni, superare i rallentamenti burocratici e garantire tempi certi”.

Un Piano per il governo, anzi due

Dal Mit fanno sapere che l’iniziativa, fortemente avversata (al solito) dalle opposizioni, servirà a imprimere “una svolta a infrastrutture decisive per il Paese, dal Ponte sullo Stretto al Mose fino alla nuova diga di Genova, rafforzando anche manutenzione e sicurezza della rete viaria e ferroviaria”. C’è poi la questione del Piano Casa. È un tema centrale per il governo. Perché da un lato ci sono gli investimenti che puntano alla costruzione di quasi 100mila nuovi alloggi di edilizia popolare. Dall’altro c’è il rafforzamento delle normative a favore dei conduttori. Non è un mistero che tanti, troppi, proprietari di immobili preferiscano tener casa vuota (o acchittarla a bed and breakfast) piuttosto che rischiare di ritrovarsi con un bene “occupato” da inquilini morosi da cui, fino a ieri, era impossibile liberarsi. Una svolta, questa, per rilanciare il mercato degli affitti a lungo termine rispetto alle locazioni brevi che, invece, hanno letteralmente monopolizzato il comparto.


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