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Editoriale

Caso Ranucci, ecco cosa sarebbe successo con un giornalista di destra

di Adolfo Spezzaferro -


Il caso Ranucci si è trasformato in una tragica presa in giro del giornalismo d’inchiesta e di tutti noi, in un certo senso. L’altra sera in tv il conduttore di Report come è noto ha sganciato una bomba: gli avrebbero riferito che il ministro della Giustizia Carlo Nordio sarebbe stato visto a marzo in Uruguay, in un ranch di proprietà di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, nella bufera perché le circostanze in cui le sarebbe stata concessa la grazia dal presidente Mattarella sono da verificare.

Ecco, segnatevi questo concetto: verificare una notizia. Come è altrettanto noto, Nordio in persona si è collegato in diretta e ha smentito categoricamente la notizia. A quel punto il giornalista Rai, ospite della concorrenza, ha provato a mettere una toppa (molto peggio del buco): “Comunque è una notizia che stiamo verificando”. Concetto poi ribadito insieme a quel “mi cospargo il capo di cenere” con cui si è scusato con Nordio. Certo, come no.

Intanto la fake news è stata data in pasto agli spettatori scatenando un putiferio anche politico, con il Guardasigilli che giustamente farà causa al giornalista. Ranucci ha fatto il contrario esatto di quello che si fa nel nostro mestiere: prima si accerta un fatto, poi si dà la notizia. Con la sua condotta ha messo in difficoltà la Rai e ha minato l’autorevolezza della sua trasmissione, che si basa su inchieste comprovate e documentate svelando notizie che altrimenti nessuno conoscerebbe.

Quello che ha fatto Ranucci non è certo giornalismo d’inchiesta né si può scomodare la libertà di stampa. Semmai la sua è libertà di calunnia e di diffamazione.

Ecco perché le opposizioni che si stracciano le vesti denunciando una fantomatica TeleMeloni che vorrebbe imbavagliare Ranucci forse sono peggio del conduttore di Report. Perché se la stessa cosa l’avesse fatta un giornalista dell’area di centrodestra, Avs, Pd e M5S sarebbero scesi in piazza contro la macchina del fango della stampa di regime.


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