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Attualità

Coi Btp Valore il governo fa una scorpacciata di miliardi

Il Mef incassa 16,2 miliardi e rialza i tassi di rendimento, spread a 77

di Martino Tursi -


Una scorpacciata di miliardi: con la settima emissione del Btp Valore destinato a famiglie e risparmiatori privati, il governo mette in cassa ben 16,2 miliardi di euro. Il Mef ha snocciolato i dati. Sono stati sottoscritti ben 522mila contratti. E la speculazione che in questi giorni aveva interessato i titoli italiani, alla fine della fiera, ha avuto ragione. Perché il Ministero dell’Economia ha comunicato di aver aggiornato i tassi di interesse. Quelli definitivi sono stati rivisti al rialzo rispetto alle stime iniziali. Rimane lo schema 2+2+2, con il rendimento che è stato portato al 2,60% per il 1° e 2° anno; 3,20% per il 3° e 4° anno; 3,80% per il 5° e 6° anno.

Una scorpacciata di miliardi

E difatti, ora, lo spread inizia già a scendere di nuovo. Dopo aver toccato gli ottanta punti nel primo pomeriggio, in concomitanza con la chiusura del collocamento dei titoli. Adesso non raggiunge i 77 punti, in aumento di quattro punti scarsi rispetto ai 68 di lunedì, giorno in cui era iniziata ufficialmente l’emissione dei nuovi titoli. Va da sé che non si tratta solo della speculazione finanziaria vera e propria. Non c’è alcuna tempesta sui mercati. Almeno non concentrata sull’Italia. Il differenziale tra i Btp e i Bund risente degli stessi identici problemi che accusano gli altri titoli. E che la chiusura dello Stretto di Hormuz, con tutte le conseguenze in termini non solo di guerra ma soprattutto economici e finanziari, ha completato il quadro.

Alla ricerca di un (bene) rifugio

C’è però da segnalare una buona notizia. L’importo incassato è importante e supera i sedici miliardi. Una scelta che, per molti risparmiatori, è stata quasi obbligata. Piuttosto che investire in un mercato azionario che va in fibrillazione ogni due (dichiarazioni di Trump) per tre (cose fatte dallo stesso presidente americano), meglio rifugiarsi nelle obbligazioni di Stato. Che restano, comunque, un bene rifugio affidabile. Persino in un momento storico così “interessante” come quello che sta vivendo l’economia globale in questi ultimi anni.


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