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Esteri

Colpo di scena: Le Pen in corsa per l’Eliseo?

La richiesta di interdizione della Procura non accompagnata da una richiesta di esecuzione immediata della pena durante l’appello

di Angelo Vitale -


La candidatura di Marine Le Pen all’Eliseo nelle elezioni presidenziali francesi del 2027 incerta ma non definitivamente esclusa. Ciò, nonostante i pubblici ministeri abbiano richiesto a un tribunale d’appello di confermare una pena che include una interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Così impedendole di presentarsi alle urne.

Il caso nasce da una condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento Europeo legati a incarichi di assistenti fittizi. Una vicenda che ha rilanciato il dibattito sulla compatibilità tra giurisprudenza e strategia elettorale del leader del Rassemblement National.

Processo d’appello e richiesta dei pubblici ministeri

Durante l’appello al verdetto di Parigi, i pubblici ministeri hanno ribadito la richiesta di confermare per Le Pen non soltanto una pena detentiva di quattro anni. Con parte sospesa e un anno da scontare in regime di arresti domiciliari con braccialetto elettronico, una multa di 100.000 euro. Soprattutto, in più, un divieto di ricoprire cariche pubbliche per cinque anni. Se accolto dai giudici, questo provvedimento la renderebbe ineleggibile e quindi formalmente impossibilitata a candidarsi alle presidenziali del 2027.

Perché la questione della candidatura resta aperta

Cruciale in questa fase, la richiesta di interdizione non accompagnata da una richiesta di esecuzione immediata della pena durante l’appello. Significa che Le Pen potrebbe tentare di presentare la propria candidatura finché non arriverà la sentenza definitiva da parte della Corte d’appello. E, in seguito, eventuali decisioni della Cour de Cassation (la Cassazione francese) prima della scadenza formale per la presentazione delle liste elettorali.

Il passato giudiziario e il possibile impatto sul 2027

Le Pen, 57 anni, era già stata condannata nel marzo 2025 da un tribunale di Parigi. Ciò, per il caso dei cosiddetti “assistenti parlamentari fittizi” del Parlamento Europeo. Un uso improprio di risorse comunitarie per finanziare attività interne al suo partito, il RN.

All’epoca fu inflitta una pena che comprendeva anche un divieto immediato di correre per cariche pubbliche, ma la leader di estrema destra fece appello. Se l’Appello confermasse l’ineleggibilità, la sua corsa sarebbe compromessa. Se l’inabilità venisse revocata o sospesa fino alla decisione finale della Cassazione, potrebbe ancora figurare tra i candidati per l’Eliseo.

Le reazioni

Se la Corte d’appello confermasse l’interdizione, la leadership del RN ha già indicato Jordan Bardella, 30 anni, come possibile candidato alternativo nel 2027, sebbene la sua capacità di raccogliere il consenso stesso di Le Pen resti oggetto di dibattito. Ma ora, per lui, dietro l’angolo un nuovo stop.

Cosa succederà

Il pronostico finale dipende dal verdetto della Corte d’appello, atteso prima dell’estate 2026, e da eventuali ricorsi successivi alla Cassazione. In uno scenario in cui l’ineleggibilità fosse confermata, Marine Le Pen non potrebbe competere per l’Eliseo nel 2027.

In uno scenario alternativo in cui l’interdizione fosse sospesa o annullata in appello o in Cassazione, la sua candidatura resterebbe possibile.


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