Compriamo auto o finanziamenti?
Compriamo un’auto o un finanziamento? È una domanda che non è mica peregrina. Oggi più che mai
Compriamo un’auto o un finanziamento? È una domanda che non è mica peregrina. Oggi più che mai. Perché coi tassi che si alzano, il denaro che costa sempre di più nell’illusione (folle) di riuscire a riaprire lo Stretto di Hormuz impoverendo quel poco di produttività e commercio che resta in Europa, farsi i conti in tasca è necessario. D’obbligo, anzi se si deve sostenere una spesa importante come è quella di un’auto. E vuoi vedere che proprio i costi di finanziamento, oltre ai prezzi di listino che s’impennano, tengono lontani i consumatori dalle concessionarie?
Auto o finanziamenti?
Secondo un’analisi di Federcontribuenti, siamo arrivati oggi al paradosso che chi decide di comprare a rata paga addirittura meno di chi, invece, vorrebbe regolare l’affare con un semplice bonifico. Magari istantaneo. In realtà, il nodo vero della questione impatta su quale sia il prezzo vero della vettura che vorremmo acquistare. Il linguaggio del marketing è fatto apposta per allettare, per esprimere la convenienza e invogliare i consumatori a comprare. Il problema, però, emerge quando il compratore inizia a farsi i conti in tasca. Perché, come sottolinea l’associazione, il rischio è che si guardi solo a una parte della realtà, quella che è appunto indicata, sottolineata, reclamizzata dalla pubblicità. E che si perda di vista l’entità complessiva della spesa. Per questa ragione, secondo Federcontribuenti, le cose vanno messe in chiaro fin da subito. E i prezzi, complessivi, in caso di finanziamento o di pagamento cash vanno esplicitati.
Le regole (e i tranelli) del marketing
Non sulle singole rate bensì sul totale che, al termine del percorso di leasing o di credito ottenuto, si andrebbe effettivamente a pagare. I consumatori, difatti, sottolineano che talvolta chi ha la possibilità di pagare tutto in una tranche, chi ha la liquidità fa investire immediatamente e senza doversi indebitare per l’acquisto di un veicolo, rischia di vedersi offrire condizioni non proprio allettanti. Insomma, il dubbio che viene è lo stesso che da anni tormenta gli italiani: ma quando entriamo in concessionaria, compriamo un’auto oppure un finanziamento? Quale è il prodotto (principale) che acquistiamo?
Cosa compriamo (davvero)?
Nel groviglio delle clausole dei finanziamenti, poi, occorre chiarezza. I claim sono sempre tanto assertivi. Propongono piccole rate mensili, spesso con importi che terminano con il 9. Anzi, doppio 9. Un espediente di marketing che dura dagli anni ’80 e da allora, oltre ad accompagnare il gran trionfo della televisione commerciale (ma questa è un’altra storia), funziona e convince gli italiani a comprare credendo pure di risparmiare. Il nodo vero, però, sta altrove. È nelle modalità del credito che viene sottoscritto. Il caso della maxi-rata finale, per dire. Davanti alla quale, in tanti, si tirano indietro. Accendendo nuovi finanziamenti, cambiando macchina e tenendola finché non si ritroveranno di fronte a un’altra maxi-rata finale. E via procedendo così. All’infinito, o quasi. Non è certo una novità. Anzi. È una pratica che dura da decenni. Che si declina in diverse sfaccettature, la maggior parte della quali è più che lecita. Il problema diventa quando, dal “credito” non si esce più. E allora le rate continuano, le macchine cambiano e si rimane appesi a un appuntamento mensile che non finisce mai. Compriamo auto o finanziamenti? Il dubbio è lecito. La risposta dovrebbe, però, essere un po’ più chiara.
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