Crollo delle Borse, prove generali dello scoppio della bolla sull’IA?
Giornata nera per le Borse di tutto il mondo, siamo forse alle prove generali di esplosione della bolla speculativa delle Big Tech con i loro investimenti monstre sull’intelligenza artificiale? Di certo è in calo la fiducia degli investitori sulla tenuta del recente rally rialzista dei titoli tecnologici e in particolare, appunto, dell’Ia. Vendite a rotta di collo per le Borse europee, colpite dal sell-off sui titoli tech innescato alla vigilia da Wall Street e che ha contagiato l’Asia, con un crollo del 10% per l’indice Kospi a Seul e del 3,5% per Tokyo. Le vendite sono ingenti anche negli Stati Uniti, con una volatilità segnalata in aumento.
Il crollo delle Borse, quando arriva il conto?
Scendono dunque il FTSE MIB -1,5% di Milano, che scivola a quota 52.000 punti, la peggiore in Europa, così come il CAC 40 -0,69% di Parigi, il DAX 40 -1,06% di Francoforte, l’IBEX 35 -0,59% di Madrid, l’AEX -1,40% di Amsterdam e il FTSE 100 -0,14% di Londra. Sono scattati i realizzi sul comparto tech, alla luce delle preoccupazioni sulle spese per gli investimenti in Ia, mentre ora gli occhi sono puntati sui dati del colosso Usa Micron, che potranno confermare o ribaltare l’inversione di rotta che si sta registrando.
Certo è che prima o poi arriverà il conto, quando sarà chiaro se i colossali investimenti nei data center produrranno profitti reali a breve termine rispetto alle aspettative esagerate dei mercati.
I titoli tech rubano dunque la scena ai colloqui Usa-Iran, che proseguono tra dichiarazioni sempre contraddittorie (a partire dal programma nucleare di Teheran) e molte incertezze. Intanto, sull’azionario globale aumenta la volatilità: l’inflazione è nel mirino negli Usa questa settimana, con le prospettive di prezzi in ribasso nei prossimi mesi che riaprono il fronte banche centrali. Crescono infatti le aspettative di imminenti aumenti dei tassi di interesse da parte della Fed.
Chi va in rosso
I realizzi sul settore tech iniziati alla vigilia a Wall Street proseguono, con i mercati globali in forte calo a causa del crollo dei titoli legati ai chip di memoria. Apertura in netto rosso per Wall Street. Lo S&P 500 cede l’1,52% a 7.359 punti. Il Nasdaq perde un pesante 2,2% a 25.638 punti. Il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,73% a 51.333 punti. Sull’azionario spiccano i cali di Micron Technology -8,67% e Intel -4,28%, oltre ad Advanced Micro Devices -5,15% e Qualcomm -10,4%. Pesante anche Nvidia Corp -4,35%.
Da registrare che anche SpaceX si affaccia a un’altra seduta in rosso: dopo aver perso il 16%, il titolo nel pre-market è in calo del 4,5% a 147,5 dollari, sui minimi dalla quotazione e ben lontano dal picco record di 225 dollari. La società di Elon Musk ha annunciato che emetterà un bond da 20 miliardi di dollari per finanziare l’espansione nell’Ia. Prosegue poi il calo di Alphabet Classe A -0,16% (Google), dopo aver perso alla vigilia il 5 per cento. Insomma, tutti gli indizi portano a un mini scoppio della bolla Ia, pronosticato dagli analisti da diverso tempo.
Sul fronte della Borsa di Milano, in un Ftse Mib quasi tutto in rosso, i ribassi peggiori sono quelli di Stmicroelectronics -8,04%, penalizzata insieme a Prysmian -4,49% dal sell-off sui tech, e Stellantis -5,02%, dopo i dati sulle immatricolazioni in Europa. Ancora vendite su Avio -2,16%, in parte in scia all’effetto delle performance negative di SpaceX. Giù anche Italgas -2,12%, che ha presentato il piano al 2032 con investimenti per 13 miliardi (+14,6%) e ha confermato la guidance 2026.
Prosegue la discesa del petrolio
Prosegue la discesa il prezzo del petrolio, con il Wti che cala sui 73 dollari e il Brent a circa 77 dollari. Giù anche l’oro spot, che torna ad avvicinarsi ai 4.100 dollari l’oncia. Sul fronte valutario si rafforza il dollaro, con l’euro che scende sotto 1,14, ai minimi da un anno, a 1,1392 (da 1,1439 della vigilia); l’euro/yen vale 184 (da 184,6), mentre il dollaro/yen segna 161,5 (da 161,4). Infine, andamento in lieve aumento per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 73 punti base, in aumento di tre punti rispetto ai 70 della chiusura precedente. In ribasso invece il rendimento del BTp decennale benchmark, che passa al 3,62% dal 3,65% dell’ultima rilevazione.
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