Da Atene e Sparta a Trump e Xi, cos’è la trappola di Tucidide
I rapporti tra le potenze non cambiano, perché la lezione dell'antica Grecia che torna d'attualità
Un po’ come la storia dell’uomo col fucile e quello con la pistola, epperò il finale non è poi così scontato: la trappola di Tucidide torna d’estrema attuale adesso che Cina e Usa stanno tentando di far pace. O, quantomeno, di trovare un equilibrio. Ecco, è proprio questo il tema. E affonda le sue radici nell’antichità. Nella guerra del Peloponneso, raccontata con acume e intelligenza che sfida i secoli dallo storico greco Tucidide che elaborò una teoria destinata a sconfinare i secoli, da Pericle e i re di Sparta fino a Donald Trump e Xi Jinping.
Che cos’è la trappola di Tucidide
È uno spauracchio che da sempre turba i sogni delle potenze che hanno conquistato un primato. Che sia regionale o, in questo caso, globale come gli Stati Uniti. Succede, ogni tanto, che emerga qualcun altro che, almeno in potenza, può gareggiare con chi detiene l’egemonia. Lo scontro, a quanto pare, diventa inevitabile. Accadde così per Sparta, che temeva la forza navale e commerciale di Atene, sempre più aggressiva con la lega di Delo. Potrebbe succedere oggi tra Pechino e Washington. La trappola di Tucidide, appunto.
A che punto è lo scontro
Al di là della trappola di Tucidide evocata non a caso da Xi, il dialogo tra Usa e Cina procede. Con un Trump che appare insolitamente generoso, al punto da offrire una partnership a Pechino. I due presidenti sanno, però, che c’è un elefante nella stanza. Che è gigantesco. È la questione Taiwan. La vendita (multimiliardaria) di armi alla “provincia ribelle” non sarà tollerata dal Dragone. Che già storce il naso per il ritrovato protagonismo giapponese sul fronte della difesa e del riarmo. Caldeggiato, chiaramente, proprio da Washington. L’Asia ribolle e la trappola è lì pronta a scattare. E, a quel punto, sarebbe uno scontro totale.
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