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Inchiesta Napoli, il legame con Milano: così i dati riservati passavano da una rete all’altra

Nelle carte spunta il nome di Calamucci, emerso come uno dei promotori di Equalize

di Angelo Vitale -

Il Palazzo di giustizia a Milano


L’inchiesta della Procura di Napoli sul mercato illecito dei dati riservati incrocia direttamente una delle più importanti indagini di Milano sugli accessi abusivi alle banche dati pubbliche. E al centro del collegamento compare anche il nome di Nunzio Samuele Calamucci.

Nell’inchiesta di Napoli spunta Calamucci

Emerge dall’ordinanza cautelare di Napoli, che dalla pagina 1336 ricostruisce i rapporti tra gli indagati partenopei e soggetti già coinvolti nell’inchiesta della Procura di Milano sulle società investigative e sulla piattaforma Beyond.

Il “mercato parallelo” dei dati tra Napoli e Milano

Secondo i magistrati, informazioni ottenute illegalmente attraverso accessi abusivi a sistemi protetti e non usate solo per clienti diretti. Poi, anche “rimesse sul mercato” e cedute ad altre società investigative operanti nello stesso settore.

L’ordinanza descrive un vero circuito di scambio di dati e informazioni privilegiate tra agenzie investigative, intermediari e operatori privati, che avrebbero poi rivenduto quei dati ai propri clienti.

Il collegamento con l’inchiesta di Milano

Calamucci: perché compare nell’inchiesta Napoli? Nel documento si legge che, acquisendo gli atti dell’indagine milanese, gli investigatori napoletani rilevavano “svariate connessioni” tra gli indagati dei due procedimenti.

In particolare, citato Nunzio Samuele Calamucci, socio di minoranza della Mercury Advisor Srl, ma ritenuto dagli investigatori uno dei promotori del sistema milanese legato alla Equalize.

Secondo l’ordinanza di Napoli emerge un collegamento dell’inchiesta con Milano. Calamucci sarebbe stato responsabile della parte informatica e telematica dell’associazione e ideatore della piattaforma “Beyond”, descritta come uno strumento attraverso cui i dati illecitamente estrapolati da diverse banche dati venivano “mimetizzati” e poi veicolati alla clientela.

Il contatto trovato nel cellulare sequestrato

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il telefono sequestrato a Mattia Galavotti, indicato dagli inquirenti napoletani come uno dei vertici del sistema campano.

Nella rubrica telefonica del cellulare, anche il contatto riferibile proprio a Calamucci, comprensivo di numero telefonico e utenza Telegram.

Non solo. Nel pc sequestrato a Galavotti sarebbero state rinvenute anche email tra Calamucci, Galavotti e Monica Visentini di Star Information Srl relative a richieste di accertamenti bancari su diversi soggetti.

Il sistema: rete sofisticata, meccanismo quasi ordinario

Il punto che emerge con forza dall’ordinanza è il contrasto tra la complessità tecnologica del sistema e la semplicità quasi “normale” dei rapporti operativi.

Da un lato piattaforme informatiche, banche dati violate e sistemi di anonimizzazione. Dall’altro telefonate, contatti salvati in rubrica, email dirette e rapporti commerciali tra agenzie investigative.

Secondo la Procura, proprio questa rete di relazioni stabili trasformava gli accessi abusivi e la compravendita di dati in una pratica percepita quasi come ordinaria attività di settore.


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