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Politica

Decreto Ilva, la svolta del governo per tenerla accesa

Con il provvedimento, l'esecutivo intende offrire una risposta organica che tiene insieme la tenuta degli impianti, la tutela dei lavoratori e il rispetto delle decisioni comunitarie e giudiziarie

di Giorgio Brescia -


Decreto Ilva: la svolta del governo tra salvaguardia degli impianti di Taranto, tutele per i lavoratori e nodo Cassazione.

Il decreto

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ufficiale al decreto legge per l’Ilva, delineando l’architettura dell’intervento governativo orientato a gestire la crisi dello stabilimento siderurgico.

Il testo approvato dall’Esecutivo fissa un pacchetto di interventi d’emergenza ed indirizzi strategici pensati per incidere direttamente sul tessuto produttivo, economico ed occupazionale dell’area di Taranto. Lo fa coniugando la gestione operativa immediata degli impianti con le prospettive di sviluppo futuro del territorio pugliese.

Sul piano dei contenuti e degli obiettivi strategici, la misura legislativa individua quattro direttrici essenziali per affrontare l’emergenza industriale.

La funzionalità degli impianti

Il decreto stabilisce come misura cardine il mantenimento della funzionalità operativa dei complessi industriali di Taranto.

La reindustrializzazione e i nuovi investimenti

La norma punta a favorire la reindustrializzazione delle aree ex Ilva, stabilendo le premesse per attrarre nuovi investimenti economici nell’area tarantina.

Il sostegno all’occupazione

Sul versante delle tutele sociali, il provvedimento si occupa della salvaguardia della forza lavoro, prevedendo azioni mirate a sostenere la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nella crisi aziendale.

L’area a caldo

Particolarmente significativo sotto il profilo politico e industriale è l’intervento disposto per l’area a caldo dello stabilimento.

Il decreto legge prevede espressamente che sia garantito il mantenimento in riscaldo degli impianti dell’area a caldo.

Questa misura viene definita con un perimetro temporale ben preciso. La condotta di mantenimento in riscaldo proseguirà infatti fino alla pronuncia formale della Corte di Cassazione, permettendo di congelare il quadro operativo in attesa dell’esito giudiziario.

Accanto alle norme di carattere strutturale e giudiziario, il decreto contiene una disposizione finanziaria fondamentale per la continuità aziendale. Il testo autorizza infatti l’erogazione dell’ultima tranche del prestito pubblico, per un importo complessivo pari a 40,5 milioni di euro, a beneficio di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria.

L’erogazione finanziaria viene disposta in stretta conformità con il quadro normativo dell’Unione Europea. E avviene sulla base della decisione che era stata formalizzata dalla Commissione europea nel febbraio scorso.

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