L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Sociale

“A pranzo con il Papa”: 200 ospiti in condizione di vulnerabilità sociale

di Andrea Canali -


Possiamo affermare che è il sedicesimo Papa a recarsi nella dimora estiva e quindi a ripristinare una bella e antica consuetudine andando per il suo soggiorno estivo a Castel Gandolfo, dove trovare preghiera e riposo, ma anche ricevere personalità e fare incontri.

Infatti, Leone XIV dalla sera del 5 luglio scorso, si è trasferito in loco, e vi rimarrà – nell’antica Alba Longa epica cittadina da dove la leggenda farebbe partire Romolo e Remo -, per tre settimane.

Le ville Pontificie di Castel Gandolfo come è noto, sorgono sui resti della sontuosa villa romana dell’imperatore Domiziano (81–96 d.C.), l’Albanum Domitiani. Sulle rovine della stessa nel Medioevo fu costruito un castello dalla famiglia genovese dei Gandolfi, passato poi fino al 1596 ai Savelli.

Successivamente questi ultimi, insolventi, ne furono espropriati dalla Camera Apostolica e nel 1604 Castel Gandolfo fu incorporata nei beni della Santa Sede. In seguito, l’antica rocca per volere di Papa Barberini fu trasformata in residenza d’estate dei Papi, fino, ad oggi.  

Quindi il Santo Padre ha raggiunto il paesino dei Castelli Romani tanto caro a San Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI, ed adibito a Museo “Laudato si’” da parte di Papa Francesco, che preferiva rimanere in Vaticano anche nei mesi estivi.

Accolto con calore in  una atmosfera festante ha dato un segnale concreto di continuità con il suo predecessore in merito a  di quello che possiamo chiamare  “prossimità”, con l’organizzazione dell’ evento altamente significativo, denominato:

“A pranzo con il Papa”, infatti, circa 200 persone in condizione di vulnerabilità sociale, della diocesi di Roma, sabato scorso11 luglio hanno partecipato all’iniziativa una giornata di accoglienza e fraternità a Borgo Laudato si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo.

Il programma

Pertanto, il programma ha previsto la celebrazione eucaristica con la Liturgia della Custodia della Creazione, un momento di accoglienza e ristoro, una visita guidata alla scoperta di Borgo Laudato si’ e il pranzo condiviso appunto, con Papa Leone XIV.

L’iniziativa è nata dall’esperienza vissuta il 17 agosto 2025, quando il Papa pranzò con persone in situazione di povertà provenienti dalla Diocesi di Albano. Da quell’esperienza prende forma un appuntamento annuale promosso dal Centro di Alta Formazione Laudato si’, che cura lo sviluppo del progetto Borgo Laudato si’.

Ogni anno una diocesi sarà invitata a coinvolgere persone che vivono situazioni di povertà, rifugiati, migranti e altre condizioni di fragilità umana e sociale, offrendo loro una giornata immersa nella bellezza del creato e l’opportunità di incontrare il Papa.

La benedizione di Leone XIV

Pertanto, nel suo intervento il Santo Padre, prima della benedizione dei pasti, ha detto: “di essere venuto con fame, una fame di giustizia, fame di autentica carità, fame di una Chiesa che sappia aprire le porte, accogliere e ricevere tutti”.

Tra i partecipanti erano presenti rifugiati, madri sole con figli, persone con disabilità e migranti coinvolti in percorsi di formazione e programmi di inserimento lavorativo, iniziative che rappresentano un concreto segno di fiducia nei processi di integrazione sociale e nell’accesso al mondo del lavoro.

L’esortazione del Pontefice

Il Pontefice ha esortato a costruire una Chiesa animata da un amore capace di raggiungere tutti, senza spazio per l’inimicizia, ma fondata sulla riconciliazione, sul perdono e sulla pace.

Soffermandosi sul significato stesso della parola Pontefice, ha ricordato che significa “costruttore di ponti”. E ha aggiunto: “Oggi vogliamo costruire un ponte con tutti i presenti e con la nostra società, affinché possano essere eliminate le cause della povertà e delle ingiustizie che ancora segnano il nostro mondo. Questa è la Chiesa che vogliamo costruire”. 

In conclusione, già a Natale scorso il Vicario di Cristo aveva evidenziato come: “la forza della fragilità divina consiste nel fatto che con la sua nascita Gesù ci invita a ripensare la  ricerca del potere, ed abbracciare l’umiltà, per un mondo unito”.

Per altre notizie: https://www.lidentita.it/category/attualita/


Torna alle notizie in home