DALLA NOSTRA INVIATA – Gli impiegati statali americani non pagano le tasse: l’indagine interna e i mancati controlli
Oltre 14.000 dipendenti federali americani con stipendi sopra i 100.000 dollari non dichiarano i redditi
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha aperto un’indagine ufficiale sul massiccio fenomeno degli impiegati ed ex dipendenti federali, inclusi gli agenti del fisco (IRS), che non pagano le tasse, accumulando un debito miliardario nei confronti dello Stato.
La Commissione per la supervisione e la riforma del governo della Camera dei Rappresentanti vuole sapere perché l’IRS e altre agenzie federali non abbiano intensificato le verifiche sugli evasori fiscali al loro interno o non abbiano provveduto al pignoramento di stipendi e pensioni attraverso i programmi di controllo già esistenti.
Nella lettera inviata al direttore generale dell’IRS, Frank J. Bisignano, i Repubblicani (guidati dal Comitato di Vigilanza della Camera, la House Oversight Committee) hanno chiesto spiegazioni formali e l’invio di dati precisi sul perché l’agenzia non abbia utilizzato in modo aggressivo i pignoramenti e i sequestri forzati.
I numeri dei dipendenti federali morosi col fisco
È emerso che il numero di funzionari federali morosi nel pagamento delle tasse è aumentato di un allarmante 43% dal 2021 e che ben 215.000 dipendenti del governo statunitense, ovvero il 6,9% della forza lavoro totale, risultavano morosi nel pagamento delle tasse federali già nel 2024.
Tra i soggetti inadempienti spiccano 14.000 evasori seriali con retribuzioni pari o superiori a 100.000 dollari. La situazione più critica riguarda 122 collaboratori pubblici che non presentano la dichiarazione dei redditi da almeno otto anni. Dal rapporto emerge inoltre che circa un terzo degli impiegati coinvolti appartiene al servizio postale degli Stati Uniti (USPS).
Il presidente della commissione, James Comer, repubblicano del Kentucky, intende intervenire con fermezza contro l’apparente mancanza di controlli da parte del governo federale.
“Dato che il rapporto del TIGTA mostra un continuo aumento dell’evasione fiscale tra gli attuali ed ex dipendenti federali, il Comitato teme che questa tendenza continuerà a meno che l’IRS, il potere esecutivo e il Congresso non intervengano ora per arginare in modo proattivo l’inosservanza delle leggi fiscali federali”, ha scritto Comer a Bisignano.
Solleciti ignorati: recuperato meno dell’1%
La mancata presentazione della dichiarazione dei redditi è un reato federale.
L’estate scorsa, l’IRS ha inviato 427.000 lettere di sollecito di pagamento a dipendenti e pensionati federali.
Ad un mese dal ricevimento delle stesse, solo 59.000 destinatari hanno effettuato un pagamento e appena 4.700 persone hanno saldato interamente le tasse dovute.
Questo vuol dire che l’IRS ha recuperato solo 58 milioni di dollari di imposte, una cifra inferiore all’1% del totale dovuto da tutti i servitori dello Stato e pensionati federali.
“Questi dati dimostrano che la maggior parte dei dipendenti federali inadempienti ha ignorato le lettere dell’IRS e non è riuscita a regolarizzare la propria posizione fiscale in modo tempestivo, o addirittura non l’ha sanata affatto”, ha scritto Comer.
Privacy e controlli: la falla che mina la fiducia
Naturalmente il governo federale dispone di strumenti di controllo che vanno oltre l’invio di lettere amichevoli.
Il deputato Comer ha intimato all’IRS di fornire entro il 9 luglio i dati dettagliati sul numero dei funzionari e pensionati federali sottoposti a pignoramento, oltre all’ammontare delle imposte riscosse tramite il Federal Payment Levy Program. La richiesta mira a fare chiarezza sul volume delle istanze inviate al Bureau of Fiscal Service e include la pretesa di un briefing tecnico sulle attività di controllo della conformità fiscale.
Il Dipartimento del Tesoro ha il potere di sanzionare direttamente i propri dipendenti in caso di irregolarità fiscali. Questo meccanismo di responsabilità diretta rappresenta il fattore chiave alla base del basso tasso di morosità registrato all’interno del dipartimento, fermo ad appena il 2,4%.
Tuttavia, le normative sulla privacy impediscono all’IRS di condividere le informazioni fiscali con le altre agenzie governative al di fuori del Tesoro. Di conseguenza gli altri dipartimenti si trovano con le mani legate e non riescono a contrastare efficacemente l’evasione tra i propri lavoratori.
Il paradosso di un servitore dello Stato che non paga lo Stato stesso evidenzia una grave falla nelle verifiche interne.
Non si tratta solo di un danno economico ma anche di un fattore capace di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
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