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Ambiente

Friuli, la regione dei rally contestata degli ambientalisti che ritornano ad alzare la voce

Tradizione dei motori e identità del territorio il cuore motoristico del Friuli sotto attacco degli ambientalisti

di Marzio Amoroso -


Il Friuli Venezia Giulia viene spesso raccontato come regione dei rally. Le gare su asfalto sono parte della storia sportiva locale. Molti eventi dedicati a questa specialità motoristica hanno portato nel tempo piloti, team e appassionati da tutta Europa. Le istituzioni sportive regionali sostengono da decenni che i rally sono un volano turistico e un modo per valorizzare paesaggi, borghi e strade minori del Friuli. La Regione difende questa tradizione con forza. Il vicegovernatore Mario Anzil ha ribadito che le competizioni automobilistiche fanno parte dell’identità friulana. Secondo la linea politica, gli organizzatori lavorano con centinaia di volontari e ripristinano i percorsi dopo ogni gara. L’idea è chiara. I rally non sarebbero un problema, ma una risorsa.

Le proteste degli ambientalisti

Su questo quadro si innesta la contestazione degli ambientalisti. Comitati e associazioni denunciano l’impatto delle gare su boschi, fauna e suolo. Il bersaglio principale è il passaggio ripetuto dei mezzi su strade bianche e sentieri. Vengono citati rumore, polveri, erosione e disturbo agli ecosistemi più fragili. Le proteste non sono isolate. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate iniziative, presidi e comunicati. I gruppi ecologisti chiedono di ripensare il calendario delle gare e di limitare i tratti più delicati. Per loro il territorio è già sotto pressione. Ogni ulteriore stress viene percepito come un rischio.

Una regione tra sport e fragilità ambientale

Il dibattito sui rally in Friuli si inserisce in un contesto più ampio. La cronaca recente ha mostrato incendi boschivi, roghi innescati da fulmini e interventi continui della Protezione civile. La percezione pubblica è quella di un ambiente vulnerabile. In questo scenario, il rumore dei motori diventa simbolo di un modello di sviluppo da discutere. La politica regionale, al momento, non arretra. La difesa delle gare è netta. I rally vengono descritti come eventi controllati, con regole precise e ripristini obbligatori. Gli ambientalisti, invece, chiedono un cambio di passo. Vogliono più tutela per boschi, fauna e paesaggi rurali.


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