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Cronaca

Udine, via Marsala, maxi-blitz nella cittadella della droga

di Marzio Amoroso -


Udine si sveglia con una buona notizia. La cittadella della droga di via Marsala, a pochi passi dalla stazione dei treni, è stata smantellata ieri con una vasta operazione delle forze dell’ordine. Il blitz ha colpito l’area dell’ex Safau, da anni considerata un punto critico per lo spaccio di stupefacenti. Gli investigatori hanno lavorato con monitoraggi continui. La zona era osservata da diversi mesi. L’obiettivo era colpire una struttura che operava senza pause e attirava clienti da tutta la provincia.

Una rete che muoveva migliaia di euro ogni giorno

La base di via Marsala a Udine era un vero hub. Gli incassi stimati oscillavano tra 10 e 20 mila euro al giorno. Il denaro veniva nascosto in vari punti dell’area industriale. In alcuni casi sono stati individuati nascondigli con somme fino a 100 mila euro. La rete riceveva carichi settimanali di cocaina e hashish. Si parla di circa 15 chilogrammi a settimana. La struttura era organizzata con ruoli definiti. C’erano responsabili, corrieri, vedette e spacciatori al dettaglio. Ogni movimento era controllato per evitare interventi improvvisi delle pattuglie.

Una filiera criminale con ruoli definiti

In passato tre giovani erano stati fermati con 400 grammi di hashish proprio lungo quel tratto. Un episodio che aveva già mostrato la funzione della strada nei movimenti dei corrieri. Il blitz di ieri ha puntato a bloccare questi flussi. Le pattuglie hanno presidiato gli accessi. Le unità cinofile hanno controllato i punti più nascosti. La fuga è diventata impossibile. Da quanto trapelato, la struttura dello spaccio era guidata da due cittadini pakistani, già detenuti per reati precedenti, affiancati da spacciatori afghani e marocchini attivi nell’area dell’ex Safau. Il trasporto della droga era affidato a una ucraina e a una italiana, incaricate di muovere i carichi lungo i canali di approvvigionamento. La cocaina arrivava dalla Slovenia o da Bergamo, mentre l’hashish giungeva dal milanese. Durante l’intera indagine erano stati arrestati 19 soggetti e segnalati 180 consumatori.

Un intervento che segna un punto di svolta

All’operazione hanno partecipato Carabinieri, Polizia Locale e reparti specializzati. Sono stati utilizzati strumenti tecnologici per tracciare movimenti e contatti. Le misure cautelari sono state emesse dall’autorità giudiziaria competente. Il sequestro dell’area ex Safau è un passaggio decisivo. La cittadella della droga era capace di rigenerarsi nonostante controlli e arresti. Colpire la struttura logistica è il vero nodo della strategia. Udine ora guarda a questo intervento come a un segnale forte. La chiusura della base di via Marsala può ridisegnare gli equilibri dello spaccio di droga in città. Resta alta l’attenzione su possibili tentativi di ricostruire la rete in altre zone urbane.


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