E’ scontro politico su Report. Il centrodestra all’attacco di Ranucci, l’opposizione lo difende
Sale il livello dello scontro politico intorno al conduttore di Report. Lega e Fratelli d’Italia vanno all’attacco del conduttore di Report, mentre dal centrosinistra si alza un muro a difesa del giornalista e della trasmissione di Rai3. Ad a prire le danze, appena concluso l’interrogatorio di Valter Lavitola, è stato Matteo Salvini, chiedendo un intervento della Rai. “Alla luce degli inquietanti dettagli che stanno emergendo in queste ore, a partire dall’arresto del suo amico Lavitola, ritengo opportuno che il servizio pubblico, finanziato da tutti gli italiani, sospenda la collaborazione con chi è coinvolto in questa torbida vicenda”, scrive sui social il vicepremier e leader della Lega. Una posizione immediatamente rilanciata da tutto il partito. Con i parlamentari leghisti in Vigilanza Rai che rilanciano: “Ranucci non è più compatibile con il servizio pubblico”.
Il post di Ranucci e la reazione di FdI
La pressione politica sulla Rai, dunque, aumenta. E oltre alle parole di lavitola ai magistrati ad alimentare lo scontro c’è anche un lungo post pubblicato da Ranucci su Facebook con il titolo “La voce spaventa”. Il giornalista richiama alcune delle pagine più drammatiche della storia repubblicana, citando Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel post sostiene che gli uomini capaci di comprendere e raccontare determinati meccanismi di potere finiscano per pagare proprio il loro “eccesso di chiarezza”. Parole che hanno provocato una nuova raffica di reazioni in Fratelli d’Italia. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera ed esponente di FdI, parla di “delirio egomane”. È però Giovanni Donzelli a spostare lo scontro direttamente sul terreno politico: “Ranucci ha utilizzato il servizio pubblico per preparare la sua discesa in campo in politica?”, domanda. Secondo il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, questa ipotesi potrebbe offrire una spiegazione all’“accanimento” di Report nei confronti di Giorgia Meloni e della sua famiglia.
Le opposizioni: “Ranucci è la vittima”
Di segno completamente opposto la lettura del centrosinistra. Angelo Bonelli respinge gli attacchi e sottolinea come, sulla base del quadro accusatorio, Ranucci sia una vittima. L’eponete di Avs chiede quindi di interrompere quella che definisce una “vergognosa campagna di fango”. Poi sollecita la Rai a ripristinare immediatamente le repliche di Report. A difendere Ranucci interviene Il Movimento 5 Stelle con Chiara Appendino e Barabra Floridia. L’ex sindaca di Torino ricorda come Report abbia realizzato negli anni inchieste sui “poteri forti”, sulla destra e sulla sinistra, arrivando a occuparsi anche della sua amministrazione quando guidava il capoluogo piemontese. La pentastellata Floridia insiste invece sull’estraneità di Ranucci rispetto alle accuse dei magistrati nei confronti di Lavitola.
Lo scontro su Report si sposta sulla Rai
Il caso assume così una dimensione che va ormai ben oltre la vicenda giudiziaria e lo scontro su Report appare sempre più politico. Da una parte Lega e Fratelli d’Italia chiedono chiarimenti e interventi al servizio pubblico, con il Carroccio che arriva a sollecitare la sospensione di Ranucci. Dall’altra Avs e Movimento 5 Stelle denunciano il rischio di un’offensiva politica contro la trasmissione d’inchiesta più celebre della Rai. Al centro resta proprio Viale Mazzini, chiamata a gestire una vicenda destinata ad alimentare lo scontro tra maggioranza e opposizione. Quale sarà la risposta della Rai alle richieste di sospensione del conduttore di Report?
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