Italia in fiamme: da Nord a Sud, il Paese nella morsa degli incendi
Da Biella fino a Napoli: un'altra giornata di roghi. E la siccità ora preme sugli allevamenti
L’Italia in fiamme. Altra estate di fuoco per un Paese che, ogni estate, si riscopre debole di fronte a un problema annoso. Solo che quest’anno è in fin troppo ottima compagnia. Dalla Francia alla Spagna, passando per la Grecia dove la rete elettrica locale vecchia e inaffidabile è ritenuta tra le cause principali dei roghi. L’Europa vuol tornare grande epperò non riesce a tenere a bada gli incendi che la scuotono. E l’Italia, purtroppo, non fa mancare il suo elenco di roghi. Il più grave, per il momento, è quello che sta flagellando il territorio piemontese. Sul Monte Barone, nell’area territoriale di Biella, sono già andati in fumo mille ettari di bosco. Gli incendi durano ormai da una decina di giorni. Il ministro all’Ambiente Pichetto Fratin ha promesso massimo impegno. Il fronte delle fiamme, che si estende per nove chilometri, ha coinvolto pure il rifugio che si sperava si potesse salvare.
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Italia in fiamme
Ma la giornata di ieri, in Italia, sul fronte incendi è stata drammatica. Un altro rogo di dimensioni ragguardevoli è scoppiato a Miane, nel Trevigiano. I video dei Canadair che prendevano acqua dal mare davanti la vicina Jesolo per spegnere le fiamme in montagna son diventati virali. Dagli aerei ai treni: disagi, fin troppo numerosi, alla circolazione ferroviaria. Ieri è stata sospesa tra Fara Sabina e Monterotondo, alle porte di Roma. Dove, peraltro, un incendio di sterpaglie al Divino Amore aveva complicato, e non poco, l’accessibilità al Grande Raccordo Anulare. Problemi pure in Puglia, a Trani, dove è stata sospesa, sempre a causa di un incendio, la tratta Foggia-Bari. Un asse fondamentale nella dorsale adriatica dei collegamenti.
Il nodo siccità
A Napoli, poi, un’altissima coltre di fumo s’è alzata tra Soccavo e il Rione Traiano. Un incendio che ha tenuto col fiato sospeso i cittadini per diverse ore. L’Italia in fiamme ma il caldo, oltre a far scendere sotto i livelli di guardia gran parte dei fiumi, a cominciare dal Po, ora affama pure gli allevamenti. Già, perché come denuncia Coldiretti la siccità sta fustigando i pascoli e il rischio è che non si trovi abbastanza cibo per i capi di bestiame. Con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di sostenibilità prima e di rincari al consumatore poi. Insomma l’Italia, come il resto d’Europa, va in fiamme. E sarebbe quasi ora di riprendere un discorso di prevenzione, rafforzare i presidi territoriali. Nel nostro Paese, certo. Ma, mai come quest’anno, pure nel resto del Vecchio (ed esausto) continente.
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