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Tutti pazzi per i farmaci antidiabete per dimagrire

Boom della spesa per semaglutide e tirzepatide: tutti i numeri Aifa

di Giovanni Vasso -


Tutti pazzi per le siringhe e i farmaci antidiabetici per dimagrire. Lo sappiamo, l’Italia è un Paese che sta invecchiando. Sì, è vero: non è mai stato un posto per giovani. Lo cantavano già gli 883, “tanti e tanti anni fa”. Di quanto fosse “paranoica questa città: due discoteche e centosei farmacie”. Ecco, rispetto ad allora, hanno chiuso pure quegli ultimi due locali che restavano. E la farmacia, insieme al supermercato va da sé, è tra le poche attività che restano floride, visibili e naturalmente “fisiche”, poco o punto insidiate dal virtuale. Ci sono, quindi, tutti gli elementi per credere che l’Italia, dove la spesa farmaceutica è schizzata ben oltre i 39,3 miliardi di euro nel 2025 (cifra enorme pari a tre volte gli stanziamenti previsti per l’investimento del Ponte sullo Stretto di Messina), sia un Paese che resta appresso alle esigenze, sempre più numerose e pressante, degli adulti e degli anziani.

I farmaci sì, ma per dimagrire

La vita si allunga, le spese pure perché gli acciacchi, quelli, restano e anzi si moltiplicano con l’età. E invece no. Già, perché non è un problema (solo) di vita che si allunga. Semmai di vita che si allarga. E non nel senso filosofico del termine. Proprio nel senso dei fianchi e della pancia che si ingrossano. Gli italiani si sentono sempre fuori fuoco rispetto all’immagine che hanno di sé e del loro corpo. Tutti vogliono liberarsi di quella pancetta che, non per forza da grandi, non va più via manco con diete drastiche. Questo, non è un mistero, è il segreto (nemmeno troppo velato) del successo di generazioni di venditori, di prodotti a volte efficaci altre un po’ meno. Insomma, di un pezzo importante dell’economia e pure dell’immaginario collettivo. Ricordate Wanna Marchi, prima che si mettesse a dare i numeri al lotto? Ecco.
Non è pertanto una gran sorpresa scoprire che l’incremento più rilevante nella spesa degli italiani in farmacia riguarda gli antidiabetici.

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Il boom di semaglutide e tirzepatide

E no, non siamo diventati tutti malati. Anzi. Siamo, semmai, tutti più attenti alla linea. Il boom, come riferisce Aifa, riguarda semaglutide e tirzepatide il cui consumo è letteralmente decollato: +85,7 per cento. La spesa, va da sé, è cresciuta in maniera spaventosa: +75,8 per cento per i medicinali in cui son presenti questi due principi attivi. La spesa complessiva, invece, per quanto riguarda l’intero comparto diabetico sfiora adesso 1,6 miliardi di euro e risulta in ripresa per oltre un terzo (+34,9%). Particolarmente interessante il trend della tirzepatide: da sole, le vendite di questo farmaco di fascia A (acquistato privatamente dagli italiani) assomma a 225,5 milioni di euro in pratica rappresenta da sola il 13 per cento della spesa. Aifa, naturalmente, non può che notare come il fenomeno rifletta “una mutata e crescente domanda di trattamenti destinati a curare non solo la patologia diabetica”.

Il Santo Graal contemporaneo

Lo sappiamo che il dimagrimento “facile” è il Santo Graal del marketing contemporaneo. Sappiamo che sono due le aziende che si contendono il mercato più lucroso della farmaceutica attuale: gli americani di Eli Lily e i danesi di Novo Nordisk. È già una rivalità come, negli anni passati, fu quella tra Pepsi e Coca Cola. Come si cambia. Un dato che non è proprio entusiasmante riguarda l’aumento delle vendite dei farmaci per il trattamento dell’Adhd che riguarda per lo più i ragazzini. Il metilfenidato raggiunge un incremento del 28,9% mentre gli antipsicotici atipici come l’aripiprazolo salgono del 14,6 per cento e il risperidone cresce negli affari del 13,3 per cento. Aumento a due cifre sfiorato, ma non raggiunto per pochissimi decimali, anche per gli antidepressivi. In particolare per la sertralina che registra il 9,6 per cento in più delle vendite.


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