Quando lo Stato abdica, la rabbia sociale prende il sopravvento e abbiamo Rozzano
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Dire tanto tuonò che piovve, rischia di sembrare un modo per giustificare l’inevitabile, ma la realtà è ben diversa e ben più profonda. Si tratta di una mera presa d’atto. L’immigrazione incontrollata genera insicurezza, e l’insicurezza, a sua volta, alimenta una pericolosa rabbia sociale. Su questo tema non bisogna girarci tanto intorno, perché ci troviamo di fronte a un problema politico oggettivo e gravissimo.
L’Italia ha urgente bisogno di adottare un complesso normativo in tema un molto rigido; dobbiamo tornare ad essere seri. Se si tollera l’illegalità, viene meno ogni forma di rispetto e di calma da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Quando un imputato viene condotto davanti a un giudice e quest’ultimo si trova costretto a liberarlo a causa di leggi inadeguate che non consentono di trattenerlo, il cittadino perde del tutto la fiducia nella giustizia e matura la pericolosa spinta a farsi giustizia da solo.
È evidente che in simili contesti si arrivi a degenerazioni e a comportamenti eccessivi, ma a stigmatizzarli non possono essere i soliti noti in giacca e cravatta che guadagnano ventimila euro al mese. La classe politica dimostra un’incapacità cronica di rispondere con rapidità e concretezza a un’esigenza di sicurezza che brucia nelle periferie, salvo poi ricordarsi di quei territori solo per raccogliere voti e tornaconti elettorali.
Non è certo mezzo punto di PIL in più o in meno a cambiare la sostanza delle cose. La verità è che se non si adotta una linea di estrema durezza nell’applicazione della legge, se non si cacciano i delinquenti e se si continua a sostenere chiunque a prescindere dal contributo che dà o intende dare alla società, non si fa alcuna integrazione, ma si alimentano soltanto i ghetti.
Permessi, espulsioni, asilo: la linea dura contro un altro caso Rozzano
Diventare italiani deve tornare a essere una cosa seria. È indispensabile selezionare chi serve ed espellere per sempre chiunque decida di entrare illegalmente nel nostro Paese. Soprattutto, bisogna smetterla con i labirinti della giustizia amministrativa e prendere esempio da un Paese serio come gli Stati Uniti. Entrare in Italia e ottenere un permesso di soggiorno deve essere considerata una gentile concessione e non un diritto acquisito.
Lasciando da parte i casi limite legati ai numeri contenuti di chi chiede realmente asilo, per chiunque altro decida di venire qui deve valere una regola ferrea: il permesso va revocato immediatamente in caso di comportamenti scorretti, o qualora vengano professate opinioni e idee palesemente incompatibili con la nostra civiltà, e tale provvedimento non deve essere appellabile. Anche le stesse richieste d’asilo devono essere gestite con celerità assoluta, decidendo in pochi giorni.
Altrimenti, se si continua su questa strada, finiremo per avere un caso Rozzano in ogni singola città d’Italia. Nessun Paese al mondo può funzionare in questo modo. O lo Stato dimostra di essere energico, autorevole e capace di decidere, oppure la gente continuerà a cercare di farsi giustizia da sé, spalancando la porta a derive e degenerazioni ingovernabili.
Per difendere le persone perbene, sia italiane che legalmente in Italia, e riportare la legalità, occorre ripristinare una legge seria, forte e inflessibile, rimettendo con decisione lo Stato al centro delle periferie.
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