L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Economia

La sfida di Federmeccanica tra Europa, futuro e visione

L'intervento del presidente Simone Bettini all'assemblea generale: "L'Italia vuol continuare a essere un Paese industriale?"

di Giovanni Vasso -


Più che una sfida, per Federmeccanica il futuro sta nella risposta a una domanda: “l’Italia vuole continuare a essere un Paese industriale?”. Silvano Simone Bettini, presidente di Federmeccanica, una risposta ce l’ha. Ora, però, la attende anche dalle altre componenti del sistema Paese. A cominciare dal destino dell’ex Ilva. “L’Italia vuole ancora produrre il proprio acciaio? per noi – ha detto Bettini – la risposta è sì”. E perciò tuona: “Chiudere l’area a caldo aggiungerebbe al danno la beffa, con miliardi di soldi pubblici spesi solo per le bonifiche. Serve un progetto industriale vero, fondato su competitività, sostenibilità e sull’intervento guidato dello stato”.

La sfida di Federmeccanica: “Non un governo bancomat ma che ci difenda”

Il presidente Federmeccanica ha poi proseguito il suo intervento all’assemblea generale di Bergamo: “Non chiediamo un Governo-bancomat né incentivi a pioggia per ogni problema, ma energia competitiva, regole comprensibili, tempi ragionevoli, infrastrutture, credito, persone preparate e una fiscalità che premi chi investe e cresce”. E quindi ha aggiunto: “Dobbiamo favorire crescita dimensionale e la diffusione delle nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale, per consentire a tutte le imprese di pensare e operare in grande a prescindere dalle dimensioni”.

I nodi Ue

Bettini ha poi proseguito affrontando il tema delle regolamentazioni europee. A cominciare dall’automotive. “La transizione non si fa imponendo una sola tecnologia per calendario, ma valutando i risultati reali. Senza un approccio pragmatico rischiamo la deindustrializzazione”. Poi l’argomento più scottante quando si parla di regolamenti e normative comunitarie. “Non basta rinviare o correggere l’Ets: va cancellato senza se e senza ma, perché penalizza le fabbriche europee rispetto ai concorrenti americani e asiatici”. E dunque: “Un investimento fatto oggi deve produrre valore per i decenni a venire. Gli imprenditori scelgono l’industria ogni mattina: chiediamo a governo, Europa e parti sociali di fare la propria parte per continuare a produrre e innovare in Italia”.

LEGGI TUTTE LE NEWS DI ECONOMIA


Torna alle notizie in home