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Esteri

Smantellata la più grande holding di nozze finte nella storia americana

Dieci mila dollari al momento del sì, quindici mila al visto provvisorio e il saldo alla consegna della Green Card

di Cinzia Rolli -


DALLA NOSTRA INVIATA

I procuratori del Southern District di New York hanno sgominato una delle più grandi reti di frode matrimoniale nella storia degli Stati Uniti. L’operazione ha portato all’incriminazione di 11 persone che, nell’arco di un decennio, hanno organizzato oltre 1.000 matrimoni fittizi. Lo scopo della maxi-truffa era far ottenere illegalmente la carta verde, green card, a cittadini stranieri, in gran parte di nazionalità cinese.

Secondo le autorità, l’organizzazione criminale avrebbe guadagnato decine di milioni di dollari chiedendo fino a 100.000$ per programmare matrimoni fittizi soprattutto per cittadini cinesi.

Un business redditizio, con cifre che arrivavano a toccare i 30.000 dollari per retribuire i cittadini americani disposti a prestarsi alla farsa matrimoniale.

Secondo i pubblici ministeri, l’organizzazione utilizzava espedienti estremamente sofisticati per ingannare le autorità dell’immigrazione.

La rete creava un passato fittizio per le presunte coppie attraverso la falsificazione di foto di nozze, l’apertura di conti correnti cointestati e la stipula di polizze vita. Inoltre, il gruppo criminale forniva ai clienti precise istruzioni per superare i controlli del Dipartimento della Sicurezza Interna.

Il tariffario del reato e i contratti per schermare la frode

Ad incastrare l’organizzazione sono stati anche i bizzarri accordi patrimoniali redatti per blindare le finte unioni, documenti che in più occasioni hanno finito per smascherare l’intera messinscena.

In un caso in particolare, il contratto prematrimoniale stabiliva esplicitamente che, al di fuori del cognome condiviso, i coniugi avrebbero dovuto vivere in modo totalmente indipendente, senza alcuna interferenza reciproca.

Quando una cittadina statunitense ha provato a cercare un contatto più stretto con il finto marito, chiedendogli del denaro per fare la spesa, uno dei vertici della rete è intervenuto immediatamente per richiamarla all’ordine.

Per i cittadini statunitensi reclutati dalla banda criminale, il tariffario era strutturato come un vero e proprio contratto a obiettivi: i primi 10.000 dollari scattavano subito dopo il sì e il deposito dei primi documenti, seguiti da 15.000 dollari al rilascio del permesso condizionato, e un saldo finale di 5.000 dollari a cittadinanza ottenuta. Raggiunto il traguardo, l’agenzia criminale si occupava del divorzio.

Un meccanismo cinico e ben oleato che, come sottolineato dal procuratore generale Todd Blanche, mina la sicurezza nazionale americana.

Ramificazioni nazionali e il fattore umano dietro il crollo della rete

A incastrare il gruppo criminale un dettaglio sospetto emerso in un’inchiesta parallela che ha poi fatto luce sulle frodi migratorie.

La rete era strutturata e attiva almeno dal 2016, ed è rimasta pienamente operativa fino al mese scorso.

Gli undici imputati agivano secondo una precisa divisione del lavoro. I cacciatori di teste cercavano sul mercato cittadini americani disposti a contrarre falsi matrimoni, mentre i coordinatori cercavano il  supporto di avvocati, commercialisti e celebranti per formalizzare ogni singola pratica.

La base operativa principale del gruppo si trovava a New York City, con molti dei reclutatori che erano particolarmente attivi nell’area di White Plains, nella contea di Westchester.

Tuttavia, i confini dell’organizzazione andavano ben oltre la metropoli: le indagini hanno svelato ramificazioni estese a livello nazionale, toccando stati come Connecticut, Massachusetts, Pennsylvania, Georgia e Florida, con canali diretti anche in Cina e nelle isole di Vanuatu.

Ciò che ha fatto cadere l’associazione a delinquere non è stata una vasta operazione di controllo ma il semplice fattore umano, elemento spesso non calcolato o trascurato.

La stretta investigativa successiva dimostra che il fenomeno si è evoluto: non siamo più di fronte a espedienti isolati di singoli individui, ma a un business strutturato in mano a vere e proprie organizzazioni criminali, un mercato parallelo che la giustizia sta cercando progressivamente di smantellare.

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