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Turismo

Fruske domina il Carso e guarda il mare con vino, pietra e gola educata al buono

di Simone Pasquini -


A Medeazza, che in sloveno diventa Medjevas e già nel doppio nome racconta più storia di molti resort con la spa emozionale, Fruske occupa una posizione che vale mezzo viaggio. Siamo sulle alture di Duino Aurisina, alle porte del golfo di Trieste, a pochi chilometri da Sistiana, dal Castello di Duino, dalla baia e da Portopiccolo, con il mare sotto e il Carso attorno, quella pietra chiara che a forza di vento ha imparato a sembrare severa anche quando concede bellezza. L’agriturismo dispone di quattro camere matrimoniali in formula b&b e di un appartamento, con otto posti letto complessivi, e due camere offrono vista mare.

La misura giusta: ospitalità senza recita rustica

Il pregio di Fruske sta proprio nella sua misura. Qui l’accoglienza evita la recita della rusticità costruita a tavolino, quella con il cestino di vimini piazzato per far felice il turista cittadino in cerca di radici altrui. Le camere sono spaziose, luminose, arredate con mobili rustici e dotate di bagno, tv, WiFi, riscaldamento e aria condizionata, perché il fascino della campagna funziona meglio quando il sonno resta comodo e la poesia evita di diventare mal di schiena.

La parte più interessante, però, sta fuori dalla stanza. Fruske è azienda agricola e lavora sulla produzione naturale di prodotti tipici del Carso triestino, in particolare Vitovska, Malvasia e Terrano, tre nomi che da queste parti pesano più di molta letteratura da brochure. La Vitovska porta nel bicchiere la pietra e il vento, la Malvasia concede una morbidezza più mediterranea, il Terrano rimane ruvido quanto basta per ricordare che il Carso fa sconti soltanto ai distratti. La gola, qui, arriva dalla terra prima ancora che dalla cucina.

L’osmiza Carso: vino della casa, salumi, semplicità con disciplina feroce

In alcuni periodi dell’anno Fruske diventa anche osmiza, cioè uno di quei luoghi triestini in cui il vino della casa incontra salumi, formaggi e uova sode, serviti all’aperto o in cantina su tavolacci di legno grezzo. Detta così sembra semplice, ed è proprio questo il punto, perché la semplicità da queste parti ha una disciplina feroce. L’osmiza nasce dalla campagna, dalla produzione familiare, dal bisogno di mettere in tavola ciò che si fa davvero, mentre il resto del mondo ancora inventa storytelling per vendere un tagliere qualsiasi.

La posizione permette di usare Fruske anche come base per scoprire il Friuli Venezia Giulia, con Trieste, Piazza Unità, Miramare, Aquileia e le città Unesco friulane a portata di itinerario, oltre alla Slovenia vicina con le Grotte di Postumia e Predjama.

Ma il modo più giusto di leggerlo resta forse più lento. Si arriva, si guarda il golfo dall’alto, si lascia che il Carso faccia il suo lavoro e poi si scende verso il mare oppure si resta in altura, dove l’estate trova un riparo più fresco e la sera porta nel bicchiere quella linea ruvida che separa la cartolina dal luogo vero.


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