Garlasco, Andrea Sempio: “Riusciremo a chiarire tutto”
“Riusciremo a chiarire tutto appena potremo”: a dirlo Andrea Sempio, che si è presentato al centro Genomica di Roma per lavorare, insieme ai suoi legali, alle ultime controdeduzioni alle conclusioni della Procura di Pavia nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La difesa del 38enne, indagato per il delitto, è al lavoro sulle relazioni tecniche da depositare entro il 18 ottobre, con un doppio deposito. A rappresentarlo sono gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti.
L’avvocato Cataliotti: “Analisi decisive per scagionare Sempio”
Le nostre analisi “riteniamo che siano decisive, una specialmente, per scagionare Andrea Sempio”. Lo ha dichiarato oggi davanti al centro Genomica di Roma, l’avvocato Liborio Cataliotti, legale di Sempio. Gli esami “hanno un alto tasso di scientificità, come ci è stato richiesto dalla Procura della Repubblica, cui daremo ampia soddisfazione non tanto per l’esito”. “Ma – ha sottolineato Cataliotti – per il substrato di scienza che le caratterizza”.
“Io avendone lette già due mi sento serenissimo e anzi mi sento di fare i complimenti ai consulenti del team difensivo perché credo abbiano fatto un egregio lavoro. Quando dico ponderose – ha chiarito il legale – mi riferisco non solo alla fatica ma proprio all’entità delle consulenze. Perché sono consulenze di 70, 80, 100 pagine l’una, quindi parliamo di un lavoro mastodontico e molto serio”.
Cataliotti su Stasi: “Revisione preludio a eventuale processo”
Proprio Cataliotti, parlando fuori dal centro romano, ha affrontato uno dei nodi giuridici più delicati legati alla nuova indagine. Il rapporto tra un eventuale processo a carico di Sempio e la revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, già condannato a 16 anni per l’omicidio.
“La revisione deve essere il preludio, deve precedere il processo eventuale, fosse anche solo un processo che evapori in udienza preliminare a carico di Andrea Sempio, ma deve venire prima perché altrimenti il sistema salta”, ha dichiarato il legale. Secondo Cataliotti, avviare un nuovo procedimento per lo stesso delitto senza aver prima affrontato la revisione della sentenza di Stasi rischierebbe di creare un cortocircuito giudiziario, con due giudicati relativi a un omicidio considerato monosoggettivo.
La difesa ritiene che, in assenza di una norma specifica che disciplini questa eventualità, la questione debba essere sottoposta alla Corte costituzionale, a meno che non venga prima presentata un’istanza di revisione della condanna di Stasi.
“È logico che una revisione preceda l’eventuale e non auspicato processo di Sempio”, ha aggiunto Cataliotti. Evocando il paradosso di una possibile condanna del nuovo indagato senza che venga rivista quella già definitiva. Uno scenario che, a suo giudizio, renderebbe necessario chiarire prima il quadro processuale, per evitare che due sentenze sulla stessa vicenda finiscano per entrare in contraddizione.
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