L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Garlasco, nuove ombre sulle indagini del Ris e su ipotetici accordi per favorire Sempio

Dalle intercettazioni emergono contatti sospetti tra Andrea Sempio e presunti appartenenti alle forze dell’ordine. La Procura di Pavia indaga sulle anomalie dell’inchiesta del 2017 e su possibili omissioni nelle analisi scientifiche che avrebbero danneggiato Alberto Stasi

di Lino Sasso -


Il caso Garlasco si arricchisce di nuovi elementi che rischiano di mettere in discussione non soltanto le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, ma anche l’operato di alcuni investigatori del Ris che si occuparono del delitto.

La Procura di Pavia sta approfondendo due distinti filoni investigativi. Da una parte i sospetti su un possibile accordo economico per favorire Andrea Sempio nell’inchiesta del 2017. Dall’altra le presunte omissioni e irregolarità nelle analisi scientifiche del Ris che potrebbero aver danneggiato Alberto Stasi.

A riaccendere i riflettori sulle anomalie delle vecchie indagini sono anche alcune intercettazioni risalenti al novembre 2025. In una conversazione Andrea Sempio raccontava: “Mi ha chiamato qualcuno dicendo di essere delle forze dell’ordine, voleva parlarmi del caso, mi è sembrata una chiamata un po’ strana”. Parole sulle quali gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza. L’obiettivo è ricostruire i rapporti intercorsi tra l’indagato e alcuni appartenenti alla polizia giudiziaria.

I cinque elementi che mettono sotto esame il lavoro del Ris

Uno dei fronti più delicati riguarda l’attività del Ris di Parma, all’epoca diretto da Luciano Garofano. Dalle migliaia di pagine acquisite nel nuovo procedimento sarebbero emersi almeno cinque elementi sui quali la Procura di Pavia sta conducendo accertamenti insieme al Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano.

Il primo riguarda due risultati nulli delle analisi genetiche effettuate sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Secondo quanto emerso, quei risultati non sarebbero mai stati inseriti nel fascicolo processuale.
Un secondo elemento riguarda un appunto rintracciato nel faldone originale del Ris, che secondo gli inquirenti potrebbe documentare l’omissione di un test negativo sulla presenza di sangue.

A questi aspetti si aggiungono le analisi relative a un altro Dna maschile individuato sui pedali, che sarebbero rimaste fuori dagli atti del processo a Stasi.

Gli investigatori stanno inoltre verificando l’ipotesi di uno scambio tra i campioni genetici. Quelli del cucchiaino utilizzato da Chiara Poggi durante la colazione e quelli prelevati dai pedali della bicicletta.

Infine, le ombre su quella che sembra essere una valutazione psicologica su Stasi. Un’analisi apparentemente realizzata senza l’autorizzazione della pubblico ministero di Vigevano Rosa Muscio.

Si tratta di circostanze ancora da chiarire, sulle quali vengono valutate possibili ipotesi di falso e depistaggio.

Il sospetto di un accordo per favorire Andrea Sempio

Parallelamente, la Procura di Pavia sta approfondendo le presunte irregolarità nell’inchiesta del 2017 che coinvolse Andrea Sempio e si concluse con un’archiviazione.

Al centro degli accertamenti ci sono anche movimentazioni di denaro contante per circa 45mila euro, effettuate dalla famiglia Sempio undici anni fa. I familiari hanno spiegato agli investigatori che quelle somme erano destinate al pagamento degli avvocati. Un passaggio significativo arriva dal provvedimento con cui il gip di Brescia ha archiviato la posizione dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti. Il giudice ha prospettato la possibilità di un “accordo collocato al livello della polizia giudiziaria” oppure di “un millantato credito consumato ai danni degli stessi Sempio”.

La posizione di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, è stata trasferita da Brescia a Pavia. All’attenzione degli inquirenti ci sarebbero anche il figlio, tre suoi precedenti difensori, tra cui Massimo Lovati, e quattro carabinieri, compresi Giuseppe Spoto e Silvio Sapone.

Le intercettazioni e i contatti sospetti con i carabinieri

A rendere ancora più complesso il quadro sono alcune conversazioni intercettate nel novembre 2025, nelle quali Sempio manifestava dubbi sui rapporti tra il suo precedente avvocato e alcuni investigatori.
“Non vorrei che davvero Soldani abbia avuto dei contatti con Sapone oltre quelli che so io, non vorrei che avesse davvero recuperato delle carte, qualcosa…”, afferma il 38enne.

Gli investigatori stanno verificando anche presunte trascrizioni incomplete delle intercettazioni, contatti ritenuti irrituali tra appartenenti alla polizia giudiziaria e Sempio e possibili omissioni nell’acquisizione o nella gestione dei tabulati telefonici.

L’obiettivo è stabilire se dietro alcune anomalie dell’inchiesta del 2017 possano esserci state condotte illecite oppure errori e irregolarità di diversa natura.

Alberto Stasi verso la richiesta di revisione della condanna

Le nuove verifiche sul lavoro del Ris potrebbero avere conseguenze anche sul percorso giudiziario di Alberto Stasi. La sua difesa si prepara infatti a chiedere la revisione della condanna definitiva, puntando sugli elementi emersi dalle nuove indagini e sulle presunte omissioni nelle vecchie.

La questione centrale è capire se prove scientifiche non acquisite, risultati non riportati o eventuali errori nella gestione dei reperti possano assumere rilevanza ai fini di una revisione processuale.

Per il momento si tratta di ipotesi investigative ancora da verificare. E gli accertamenti potrebbero contribuire a chiarire se, a quasi vent’anni dal delitto, alcuni elementi decisivi siano rimasti fuori dalla ricostruzione giudiziaria.

Leggi tutte le notizie su caso del delitto di Garlasco


Torna alle notizie in home