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Esteri

Terremoto ultraortodosso: strada aperta per Eisenkot

L'esenzione degli studenti delle yeshivot resta la merce di scambio decisiva. I prossimi giorni diranno se Israele eviterà il ritorno alle urne

di Elizabeth Costello -

@ANSAfoto


Israele, terremoto ultraortodosso: la mossa di Ebraismo Unito apre la strada a Eisenkot. Le consultazioni al palazzo presidenziale evidenziano una spaccatura destinata a riscrivere gli equilibri politici.

La decisione

La mossa della fazione Degel HaTorah, all’interno dell’alleanza ultraortodossa Ebraismo Unito. Non esprime alcun candidato durante i colloqui con il presidente Isaac Herzog. Così, segna uno strappo storico con Benjamin Netanyahu.

Svincolandosi dal blocco di destra, l’ala ultraortodossa lascia il premier uscente lontano dalla quota sicurezza di 61 seggi alla Knesset.

A cosa porta questa svolta?

Il congelamento dei 7 seggi di Ebraismo Unito trasforma gli ultraortodossi nell’ago della bilancia parlamentare.

Senza il loro appoggio compatto, Netanyahu resta fermo a circa 53 parlamentari, rendendo la sua riconferma un’impresa quasi impossibile.

I rumors

Sullo sfondo avanzano le indiscrezioni su Gadi Eisenkot, leader del movimento centrista Yashar.

Eisenkot, sostenuto da un fronte eterogeneo (tra cui Bennett e Golan), starebbe esplorando uno scenario finora inedito: la nascita di un governo di minoranza.

La strategia poggerebbe sull’astensione tattica di una parte dei deputati arabi e degli stessi ultraortodossi. In tal modo consentendo al nuovo esecutivo di incassare la fiducia con la maggioranza dei votanti.

La vera partita, secondo le indiscrezioni, si gioca sul dossier della leva militare. L’esenzione degli studenti delle yeshivot resta la merce di scambio decisiva. I prossimi giorni diranno se il Paese eviterà il ritorno alle urne.

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