Giallo della ricina, Di Vita ammette il tradimento della moglie. Tutte le novità e le piste sul caso
Il marito e padre delle vittime nega ogni responsabilità nel doppio omicidio
Giallo della ricina a Pietracatella: Gianni Di Vita ammette la relazione extraconiugale. La vicenda diventa ancora più intricata e porta gli inquirenti ad approfondire episodi finora trascurati.
Giallo della ricina, un’altra novità
Novità nel caso del duplice omicidio di Antonella Di Ielsi (56 anni) e della figlia quindicenne Sara, avvelenate da ricina nella loro abitazione a Pietracatella.
Le indagini hanno registrato uno snodo. Ascoltato come persona informata sui fatti, Gianni Di Vita — marito e padre delle due vittime — ha ammesso davanti agli inquirenti di aver avuto una relazione extraconiugale con una donna sposata del posto, confermandone l’identità.
Quando e come è arrivata l’ammissione
La conferma del tradimento è maturata nel corso delle recenti audizioni a cui Di Vita è stato sottoposto dalla Procura.
L’audizione con i magistrati
Dopo una prima reticenza legata alla sfera strettamente privata e a vecchie tensioni familiari risalenti agli anni scorsi, l’ex sindaco di Pietracatella ha capitolato. E ha fornito ai magistrati i dettagli e il nome dell’amante.
La posizione di Di Vita
L’uomo ha ribadito la propria estraneità ai fatti («Sì, ho tradito mia moglie, ma non l’ho uccisa io»). E poi di non aver mai creduto che il veleno fosse destinato a lui o ai suoi familiari. Non risulta al momento iscritto nel registro degli indagati.
Cosa cambia nell’impianto investigativo
L’ammissione della relazione include nell’inchiesta un nuovo possibile movente e riorienta la sua traiettoria.
La pista del delitto di ritorsione o gelosia
La novità sposta l’attenzione degli investigatori sul movente della vendetta passionale o della ritorsione privata. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella della ricina destinata proprio a Gianni Di Vita come punizione per la relazione o per far collassare la famiglia.
L’incontro alla vigilia dell’avvelenamento
Gli inquirenti stanno analizzando con massimo rigore un presunto incontro avvenuto il 23 dicembre. Era il giorno precedente alle prime manifestazioni dei sintomi letali nelle due donne. Avvenne tra Antonella Di Ielsi e il marito dell’amante di Di Vita.
L’obiettivo è chiarire se la vittima fosse venuta a conoscenza del tradimento e se vi sia stato un confronto tra i coniugi traditi.
Gli altri elementi al vaglio degli investigatori
La traccia delle relazioni nascoste si intreccia con i recenti rilievi tecnici. Prima, le perquisizioni nelle scuole della zona per i pc sottratti nei mesi scorsi. Poi, l’analisi di messaggi online dedicati al veleno. Infine, il ritrovamento di piante spontanee di ricino nei terreni limitrofi a Pietracatella.
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