Congelata la Cigs, fine dell’occupazione dell’aeroporto a Genova
La nota del Ministero del Lavoro che sblocca l'impasse, tutto congelato fino al 27 ottobre
L’occupazione dell’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova è finita: i lavoratori dell’ex Ilva hanno deciso di lasciare il presidio dopo l’annuncio che sospende la cassa integrazione. Non per sempre, sia chiaro. Ma almeno fino all’incontro in programma il 27 ottobre prossimo a Palazzo Chigi. Un gesto di buona volontà che è stato apprezzato dalle parti sociali. Così i lavoratori hanno deciso di liberare l’area dei controlli e di restituire allo scalo genovese la sua operatività. Anche se, naturalmente, la guardia rimane alta.
Fine dell’occupazione all’aeroporto di Genova
La fine dell’occupazione all’aeroporto di Genova è arrivata a distanza di qualche minuto dalla nota del governo che sospende, per almeno un’altra settimana, la procedura straordinaria di cassa integrazione richiesta dai vertici dell’ex Ilva. “Questo ci va bene – ha detto Armando Palombo, delegato della Fiom a Cornigliano -. Ci va bene perché c’è scritto che fino alla data dell’incontro a Palazzo Chigi è tutto fermo. E ci va bene anche per un altro motivo: penso che tutti abbiano capito, tra le forze ordine e i politici, che noi 870 cassintegrati su 915 a Genova non ce li beviamo”.
Pronti a tutto
I lavoratori, però, restano con la guardia alta. I motivi li spiega proprio il delegato Fiom: “Perché 870 su 915 vuol dire fermare tutti gli impianti, e tutti gli impianti a Genova non possono, tecnicamente, essere fermati. Le passioni non sono finite – ha concluso Palombo – quindi prepariamoci a nuove sorprese, soprattutto con questa gestione commissariale”.
La nota del Ministero del Lavoro
A sbloccare l’impasse e a mettere la parola fine all’occupazione dell’aeroporto di Genova da parte dei lavoratori ex Ilva è stata la nota che questa sera è stata diramata dal Ministero del Lavoro. Che ha riferito, in relazione alla richiesta di cassa integrazione straordinaria avanzata da Adi, che “le parti saranno convocate solo successivamente al 27 ottobre 2026, data in cui è fissato l’incontro a Palazzo Chigi tra il Governo e le organizzazioni sindacali per discutere della situazione aziendale e dei riflessi della stessa sui livelli occupazionali”. E dunque: “Adi in A.S. si atterrà pertanto al rispetto dei numeri e delle condizioni attualmente previste nel decreto della Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”. Dunque, tutto resta congelato. Almeno per un’altra settimana.
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