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Giles Coren, critico gastronomico del Times attacca la cucina italiana dopo il riconoscimento dell’UNESCO

Giles Coren torna a fare parlare di se dopo aver sottolineato che la cucina italiana non meritava il riconoscimento dell'UNESCO

di Gianluca Pascutti -


Giles Coren torna al centro della scena mediatica con un affondo che ha scosso tanto il mondo gastronomico quanto quello culturale. Giles Coren, storico critico del Times, ha infatti scelto di contestare apertamente il recente riconoscimento UNESCO attribuito alla cucina italiana come patrimonio culturale immateriale. Una presa di posizione che, per toni e tempismo, ha generato un’ondata di reazioni e un acceso confronto pubblico.

Un riconoscimento storico e una polemica immediata

Il riconoscimento UNESCO è stato celebrato in Italia come un traguardo simbolico e identitario. La decisione è stata accolta con entusiasmo da istituzioni, chef e associazioni di categoria. Proprio mentre il Paese festeggiava, però, l’intervento di Coren ha ribaltato la narrazione. Nel suo articolo, il critico ha definito la scelta “prevedibile” e “irritante”, sostenendo che la presunta superiorità della cucina italiana sarebbe il risultato di un mito costruito nel tempo.

Secondo la sua analisi, l’esperienza gastronomica italiana non corrisponderebbe alla reputazione globale che la circonda. Coren ha parlato di ristoranti “cari”, di personale “scortese” e di una qualità del cibo che, a suo dire, non giustificherebbe l’aura di eccellenza che l’Italia si è guadagnata nel mondo.

La reazione italiana

Le sue parole sono state accolte con durezza da molte realtà italiane del settore. Associazioni gastronomiche, ristoratori e rappresentanti del mondo culinario hanno risposto sottolineando come la cucina italiana sia radicata in tradizioni regionali, tecniche artigianali e prodotti riconosciuti a livello internazionale.

Alcuni hanno scelto la via dell’ironia, altri quella della fermezza. In particolare, è stata contestata la descrizione caricaturale di piatti iconici come la cacio e pepe, usata da Coren come esempio di presunte “distorsioni” gastronomiche. La replica italiana ha evidenziato come tali affermazioni non riflettano la complessità e la varietà della tradizione culinaria nazionale.

La difesa del critico

Di fronte al clamore, Coren ha successivamente dichiarato che il suo articolo sarebbe stato concepito come un pezzo satirico, volto a mettere in ridicolo i luoghi comuni britannici sull’Italia e la pretenziosità di una certa élite inglese. Una spiegazione che, però, non ha placato del tutto le polemiche.

Molti lettori hanno percepito il tono come un attacco diretto, e il dibattito continua a rimanere acceso. Giles Coren, ancora una volta, si ritrova così al centro di una discussione che va oltre la gastronomia e tocca temi identitari, culturali e perfino politici.

Un caso che racconta molto più del cibo

La vicenda dimostra quanto la cucina italiana rappresenti un patrimonio non solo gastronomico, ma anche emotivo e simbolico. Le parole di Coren hanno evidenziato quanto questo tema sia sensibile e quanto il riconoscimento UNESCO abbia un valore che supera la semplice sfera culinaria.


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