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Giorgetti invoca la deroga al Patto di Stabilità, l’Ue chiude

Per la Commissione Ue non siamo ancora in "grave recessione"

di Martino Tursi -


Giorgetti propone, l’Unione europea (non) dispone: la clausola generale di salvaguardia del Patto di Stabilità non si tocca. Questa mattina, dopo il consiglio dei ministri in cui il governo italiano, oltre a salutare in Gianmarco Mazzi il nuovo ministro al Turismo, ha dato il via libera alla proroga del taglio alle accise, il titolare del Mef aveva ventilato l’idea che, prima o poi, si dovesse pur finire a mettere in discussione il paletto del 3 per cento. Siamo in una situazione tempestosa, a dir poco, e la fin della procella tuttora non si vede. A Bruxelles, però, hanno altre idee.

Patto di Stabilità? “Non è il momento”

Giorgetti aveva parlato della necessità di avviare una “riflessione a livello europeo” ovviamente “se la situazione non cambierà”. Un passaggio, per il ministro all’Economia, “inevitabile”. “Ho espresso questa mia valutazione già all’inizio del conflitto, l’ho ribadita all’Eurogruppo a inizio settimana, lo farò in qualsiasi consesso internazionale perché questa è la realtà”. Ecco, la risposta da Bruxelles a Giorgetti, sul patto di Stabilità, è arrivata a strettissimo giro. E no, non è certo quella che si aspettava.

Il burocratese e i suoi meravigliosi orizzonti

La replica a Giorgetti sul Patto di Stabilità è giunta dal solito, anzi in questo caso dalla solita, portavoce della Commissione Ue. “La clausola generale di salvaguardia (Gec) del Patto di stabilità e crescita, che consente agli Stati membri di discostarsi dal loro percorso di spesa netta, può essere attivata solo in caso di grave recessione economica nell’area dell’euro o nell’ Ue nel suo complesso”. In nostro caso, no? Ecco, la risposta della Commissione è no: “Stiamo monitorando attentamente la situazione instabile in Medio Oriente, ma non ci troviamo in questo scenario”. Aspettiamo prima che la benzina arrivi a tre euro. Ammesso, e non concesso, che di carburanti ne avremo ancora.


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