I Sarti della Democratura
La maggioranza prepara una nuova legge elettorale. Dice di voler restituire agli italiani il diritto di scegliere. Per prudenza, però, vuole prima scegliere come dovranno scegliere gli italiani. Rispunta il ballottaggio tra coalizioni, accompagnato da premio di maggioranza, preferenze e calcoli per contenere Vannacci, che ripropone nel terzo millennio idee di cui il primo Novecento ha già mostrato le gravissime conseguenze.
Più che una legge sembra un abito su misura. Il problema è che a ogni elezione cambia il sarto, mentre il cliente, l’elettore, paga e indossa un abito tagliato sulle misure dei partiti. Anche la disputa sulle preferenze è, o rischia di diventare una questione di lana caprina. Se l’elettore può scegliere soltanto dentro una terna confezionata dai partiti, saranno ancora le segreterie, attraverso candidature e abbinamenti, a stabilire chi abbia possibilità di essere eletto. Il tema vero non è quante preferenze scrivere, ma chi seleziona la rappresentanza prima che si aprano le urne.
Il nodo è la degenerazione culturale oligarchica del sistema dei partiti. D’altronde, dopo aver annichilito le culture liberali, socialdemocratiche e cattolico-popolari, a molti partiti non resta che affidarsi all’ingegneria elettorale. Quando mancano idee e radicamento sociale, si ridisegna il pallottoliere. Giovanni Sartori definiva i sistemi elettorali «lo strumento più specificamente manipolativo della politica». I partiti italiani hanno trasformato l’analisi in un manuale d’istruzioni. Il centrosinistra protesta e sostiene che la destra voglia costruirsi un vantaggio attraverso l’impostazione della legge. È possibile. Ma anche le opposizioni studiano alleanze, primarie, veti e candidati per conquistare al secondo turno ciò che non riescono a costruire nel Paese. Tutti vogliono restituire la parola agli elettori, purché pronuncino quella prevista.
La campagna elettorale per le politiche si preannuncia infuocata e lo scontro sarà senza esclusione di colpi. Al ministro dell’Interno e alla Polizia di Stato toccherà garantire il processo democratico, vigilare sulle piazze, proteggere il confronto politico e la partecipazione al voto. I partiti prepareranno la battaglia. Le donne e gli uomini in uniforme blu dovranno impedire che diventi una guerra. Una volta le leggi elettorali trasformavano i voti in seggi. Oggi trasformano la paura di perdere in una probabilità di vincere. L’elettore resta sovrano. Sempre che voti come hanno calcolato i sarti.
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