Idea Giorgetti buste paga: aumento stipendi ai giovani
Annunciata dallo stesso ministro, punta a risolvere un problema cronico dell'Italia: stipendi d'ingresso troppo bassi che spingono molti talenti a scappare all'estero
L’idea di Giorgetti per le buste paga: meno tasse sugli aumenti di stipendio per i giovani. Portare più soldi netti in tasca ai giovani lavoratori senza gravare sui conti dello Stato. E’ questo l’obiettivo del piano su cui sta lavorando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per la prossima legge di bilancio.
L’idea, annunciata dallo stesso ministro, punta a risolvere un problema cronico dell’Italia: stipendi d’ingresso troppo bassi che spingono molti talenti a scappare all’estero.
Come funziona il meccanismo
Il governo non metterà soldi propri per aumentare gli stipendi — cosa impossibile con i vincoli di bilancio attuali —, ma propone uno “scambio” alle aziende. La misura prevede una tassazione al minimo (una sorta di flat tax o aliquota agevolata) sulla quota di aumento che il datore di lavoro decide di concedere a neoassunti e lavoratori under 30.
In questo modo, l’aumento lordo deciso dall’azienda non viene prosciugato dalle tasse, ma si trasforma quasi interamente in soldi veri nella busta paga del dipendente.
I nodi da sciogliere: coperture e vincoli
L’obiettivo è doppio: spingere le imprese ad alzare le retribuzioni iniziali e convincere i giovani a restare in Italia.
Tuttavia, la proposta resta per ora un’ipotesi di lavoro. Prima di diventare una norma vera e propria, il Mef dovrà trovare le coperture finanziarie necessarie e verificare la compatibilità con i paletti di bilancio imposti dall’Europa.
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