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Esteri

Il braccio violento di Israele in Cisgiordania

Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno chiesto al presidente israeliano Herzog e al primo ministro Netanyahu di passare ai fatti

di Enzo Ricci -


Israele continua la sua guerra su diversi fronti mentre il fragile cessate il fuoco a Gaza prosegue tra tante incognite. Dopo gli attacchi aerei di giovedì contro sospetti siti di Hezbollah nel Libano meridionale, l’esercito dello Stato ebraico ha ucciso due giovani palestinesi a Jenin, in Cisgiordania.

L’esercito di Israele ha ucciso due giovani in Cisgiordania

L’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha detto di essere sconvolto per quella che è sembrata un’esecuzione sommaria. “Siamo sconvolti dalla sfacciata uccisione di due uomini palestinesi da parte della polizia di frontiera israeliana a Jenin, nella Cisgiordania occupata, in un’altra apparente esecuzione sommaria”, ha affermato Jeremy Laurence durante un briefing delle Nazioni Unite a Ginevra. Nelle immagini diffuse dal telegiornale palestinese si vedono due persone in piedi con le braccia alzate, disarmate.

Da Ben Gvir pieno sostegno al pugno duro dei militari

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir ha offerto “pieno sostegno” alla polizia e ai soldati sotto accusa per il nuovo bagno di sangue. “Pieno sostegno alle guardie di frontiera e ai combattenti dell’esercito israeliano che hanno sparato ai terroristi ricercati usciti da un edificio a Jenin”, ha scritto Itamar Ben Gvir su X. “I combattenti hanno agito esattamente come previsto: i terroristi devono morire!”, ha aggiunto il ministro dell’estrema destra israeliana dopo l’annuncio dell’esercito di aver avviato un’indagine.

I coloni israeliani di nuovo in azione

Coloni israeliani hanno imbrattato con vernice spray e dato fuoco alla moschea di Al-Falah, a nord del villaggio di Biddya, vicino a Kafr Qasem. Le riprese delle telecamere di sicurezza mostrano tre uomini mascherati arrivare sulla scena dell’attentato, con in mano degli oggetti. Fra le frasi scritte dai facinorosi sui muri, c’era anche “Am Yisrael Chai” (“Il popolo di Israele vive”) con il graffito di una Stella di David.

Le violenze dei coloni in Cisgiordania non sono sfuggite a Francia, Germania, Italia e Regno Unito. “Le attività destabilizzanti rischiano di compromettere il successo del piano in 20 punti per Gaza e le prospettive di una pace e sicurezza nel lungo termine”, si legge in una nota congiunta dei ministri degli Esteri dei quattro Paesi europei (E4), nella quale si denuncia che il numero di attacchi è elevatissimo. Secondo l’Ocha, nel mese di ottobre si sono registrati 264 episodi, il numero più alto di aggressioni da parte di coloni in un singolo mese da quando le Nazioni Unite hanno iniziato a monitorare tali episodi dal lontano 2006.

“Questi attacchi devono cessare. Essi seminano terrore tra i civili, danneggiano gli sforzi di pace in corso e compromettono la stabile sicurezza dello stesso Stato di Israele”, hanno ammonito Parigi, Berlino, Roma e Londra.

I Pesi dell’E4 condannano gli assalti in Cisgiordania

I ministri di Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno chiesto al Governo di Israele di “ottemperare ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a proteggere la popolazione palestinese dei territori occupati”. La condanna della violenza espressa dal presidente Isaac Herzog, dal primo ministro Benjamin Netanyahu e da altre figure politiche e militari di alto livello “deve tradursi in azione”. Il Governo di Israele è stato esortato a perseguire “i responsabili di questi crimini e a prevenire ulteriori episodi di violenza affrontando le cause profonde di questo fenomeno”.

I Paesi firmatari hanno fatto sapere di accogliere con favore “la chiara opposizione del presidente Trump all’annessione”, ribadendo la contrarietà a qualsiasi forma di annessione, parziale, totale o de facto, e alle politiche di insediamento che violano il diritto internazionale.

Lo spavento dei parlamentari del Pd

Una delegazione di 6 parlamentari del Pd in visita a Gerusalemme e in Cisgiordania fino a ieri è rimasta bloccata per alcune ore in Cisgiordania, mentre rientrava a Gerusalemme da Gerico, a causa di un blocco stradale effettuato dalle forze di sicurezza israeliane durante un’operazione antiterrorismo. Gli esponenti “dem” hanno udito esplosioni e hanno abbandonato il van su cui viaggiavano per riparare in una casa di un cittadino palestinese.


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