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Il “killer della crociera”: cosa è l’Hantavirus

Tutto ciò che bisogna sapere: cosa è accaduto sulla motonave bloccata per l'epidemia a bordo

di Giorgio Brescia -


Hantavirus, il predatore silenzioso che viaggia dai roditori all’uomo: cosa sappiamo dopo il caso della epidemia nel corso della crociera della motonave Hondius?

La cronaca turistica divenuta nera per una epidemia che sembra un thriller dell’orrore incentrato sull’Hantavirus “in crociera”. Un “ospite indesiderato” a bordo della motonave Hondius, la nave da crociera impegnata in una traversata atlantica dall’Argentina a Capo Verde.

Un bilancio drammatico di tre decessi e diversi casi sospetti

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato la presenza dell’Hantavirus a bordo, portando all’isolamento della nave.

Ma al di là della cronaca, cos’è davvero questo virus che ha trasformato una crociera di lusso in un’emergenza sanitaria internazionale? Esploriamo il profilo scientifico di un patogeno tanto raro quanto letale.

Identikit di un virus “di nicchia”

L’Hantavirus non è un virus nuovo, ma è un patogeno che l’uomo incontra raramente, poiché il suo habitat naturale non è la città, bensì l’organismo dei roditori selvatici.

La trasmissione. Non si respira da uomo a uomo (evento descritto dagli esperti come estremamente raro). Il contagio avviene principalmente per inalazione: polvere o aerosol contaminati da urina, saliva o feci di roditori infetti diventano il veicolo d’ingresso nei polmoni umani.

L’incubazione. È un killer paziente. Il periodo di latenza varia dai 2 ai 20 giorni. Proprio per questo, nel caso della MV Hondius, gli epidemiologi ritengono probabile che i passeggeri siano stati infettati prima dell’imbarco, durante escursioni in aree ad alto rischio.

Due facce della stessa malattia mortale: polmoni e reni

L’Hantavirus colpisce duro e lo fa attraverso due sindromi cliniche distinte, a seconda del ceppo virale.

Sindrome polmonare. E’ quella che sembra aver colpito a bordo della nave. Causa una polmonite interstiziale grave dove i polmoni si riempiono di liquido, rendendo necessaria la terapia intensiva.

Febbre emorragica con sindrome renale. Più comune nei ceppi presenti nei Balcani (Serbia e Bosnia), attacca i reni portando a gravi insufficienze renali.

La mortalità e la geografia del rischio

Nonostante l’Oms rassicuri sul fatto che il rischio per la popolazione generale rimanga basso, l’Hantavirus è noto per un tasso di letalità significativo nelle sue forme polmonari.

In Italia, come precisato dalla Simit (Società Italiana di Malattie Infettive), non esistono casi autoctoni, rendendolo un virus legato esclusivamente ai viaggi in zone endemiche o al contatto con specie animali specifiche non presenti nel nostro territorio.

Perché non c’è motivo di panico globale?

A differenza di altri virus respiratori, l’assenza di una trasmissione interumana efficiente confina l’Hantavirus a focolai isolati. L’evento sulla motonave Hondius rimane “estremamente insolito” per una nave da crociera, un microcosmo dove solitamente circolano virus a trasmissione diretta. La guardia resta alta per i viaggiatori che visitano isole remote o aree rurali del Sud America, ma per il resto del mondo, il pericolo resta circoscritto.


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