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Cultura & Spettacolo

Il rispetto della notizia, del pubblico e delle storie: una formula che conquista

di Redazione -


di STEFANO FARINETTI

L’estate di Manuela Moreno su Rai1 si è appena conclusa con bilancio tutt’altro che scontato. La giornalista ha conquistato il pubblico con ascolti importanti e un modo personale di raccontare l’attualità, la cronaca, storie ed emozioni.

È consapevole di essere stata la protagonista dell’estate televisiva?

Direi piuttosto una lavoratrice instancabile dell’informazione. E poi, diciamolo, tra dirette, collegamenti e giornate di lavoro: bisogna pensare a portare a casa il risultato! Il conduttore non è la notizia e non deve mai diventarlo: al centro devono restare le storie e le persone.

Dopo tanti anni di giornalismo, cosa ha significato condurre Vita in Diretta?

Per la prima volta, dopo tanti anni, mi sono misurata con una conduzione impegnativa, due ore e mezza di diretta, nella fascia pomeridiana di Rai1. Mi sono confrontata soprattutto con la cronaca nera, un terreno per me inedito. Questo meraviglioso mestiere, però, continua ad insegnarmi qualcosa di nuovo ogni giorno.

Quanto è difficile trovare il giusto equilibrio tra informazione, attualità, emozione e intrattenimento?

Ho imparato a seguire le emozioni che la vita ci offre. Una diretta televisiva è fatta di tanti colori, di storie e sentimenti diversi, e ciascuno va raccontato con rispetto, sensibilità ed attenzione.

Il 4 settembre si è chiusa questa esperienza: se potesse fermare un’immagine quale sceglierebbe?

Ricordo le lacrime di gioia della signora Anna, una donna disabile costretta a rimanere in casa per colpa dell’ascensore in disuso da mesi. La sua commozione e i suoi ringraziamenti, appena risolto il problema, mi hanno fatto pensare all’importanza del servizio pubblico. Purtroppo, ci sono tantissime storie irrisolte come questa. Il mare è fatto di tante gocce d’acqua e noi, questa estate, siamo riusciti a farne arrivare alcune a riva.

Quali sensazioni ha provato durante l’intervista con Giuditta, la ragazza aggredita a Bari, che ha voluto fortemente in trasmissione?

Vederla e ascoltarla in collegamento, con il volto ancora segnato dalla violenza subita, mentre raccontava ciò che le era accaduto, mi ha colpita profondamente. Sapere che Giuditta era talmente traumatizzata da avere paura persino di uscire di casa mi ha spinta a volerla invitare immediatamente in studio. Sentivo che, oltre a darle voce, avrei potuto offrirle uno stimolo concreto per tornare a uscire, a muoversi e, soprattutto, a riacquistare fiducia. Lei ha accettato e quell’incontro è stato per me un momento di grande intensità, umano e profondamente toccante.

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