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Impresa azzurra a Wengen, Franzoni trionfa a sorpresa nel superG

di Lino Sasso -


Una giornata destinata a entrare negli archivi dello sci alpino italiano: a Wengen, sul celebre pendio della Lauberhorn, Giovanni Franzoni vince nel SuperG con una prestazione di altissimo profilo. Il 24enne bresciano, sceso con il pettorale numero 1, firma una gara impeccabile e sorprende tutti. Franzoni conquista la prima vittoria in carriera in Coppa del Mondo fermando il cronometro sull’1’45”19, un tempo che resiste a ogni assalto. La sua discesa è un manifesto di solidità e pulizia tecnica. Linee tese, nessuna sbavatura e una gestione intelligente dei passaggi chiave permettono all’azzurro di accumulare un margine prezioso già nella parte centrale della pista, difendendolo poi con una notevole velocità finale.

Una prestazione ineguagliabile

Fin dai primi intermedi si capisce che quel tempo può diventare pesante, e così sarà. Nemmeno il grande favorito, Marco Odermatt, riesce a scalzarlo dal comando. Il campione svizzero, pettorale 13, chiude fuori dal podio: quarto a 53 centesimi da Franzoni, un distacco insolito per chi è abituato a dominare la scena. Non però questa volta contro un Franzoni in grande spolvero. Poco dopo scende Dominik Paris, altro nome di punta del SuperG mondiale, ma un errore dopo pochi secondi di gara spegne subito le sue ambizioni. Nulla da fare neanche per lui.

Franzoni vince il superG e si impone come nuovo protagonista dello sci

A quel punto il sogno diventa sempre più concreto. Uno dopo l’altro, i migliori specialisti non riescono ad avvicinare il riferimento dell’italiano. Al termine della gara, il verdetto è storico: alle spalle di Franzoni si piazzano l’austriaco Stefan Babinsky, secondo a 35 centesimi, e lo svizzero Franjo von Allmen, terzo a 37. Per Franzoni è una consacrazione improvvisa ma meritata. Vincere un SuperG a Wengen, davanti ai mostri sacri della disciplina, vale molto più di una semplice vittoria: è la conferma che l’Italia ha trovato un nuovo protagonista della velocità mondiale.


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