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Politica

Intervista a Giandiego Gatta, Forza Italia: “Pesca settore strategico: ecco la ricetta per rilanciare il comparto ittico”

di Marco Montini -


La pesca italiana tra presente e futuro. È un periodo storico di grandi sfide economiche e globali per il comparto ittico, storicamente una delle colonne produttive del nostro paese, che, al pari della agricoltura, sta vivendo attualmente una congiuntura complessa e delicata, soprattutto in seguito al conflitto in Medio Oriente e alla spinosa questione dello stretto di Hormuz, che ha fatto schizzare alle stelle il prezzo di gasolio e materie prime. Ma non solo. Più in generale, i pescatori chiedono precise garanzie e azioni concrete al governo nazionale, guidato da Giorgia Meloni, alla commissione Europea, presieduta da Ursula Von del Leyen, e al Parlamento Ue al fine di tutelare e rilanciare un settore chiave del nostro sistema produttivo. Il Quotidiano “L’identità” ne ha parlato con l’Onorevole Giandiego Gatta, responsabile nazionale Dipartimento Pesca di Forza Italia e componente della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.

Onorevole Gatta, perché oggi, oltre all’agricoltura, diventa fondamentale parlare di pesca?

“Semplicemente perché il comparto ittico nazionale è un pilastro strategico della nostra sovranità alimentare e dell’economia costiera. La flotta italiana rappresenta da sola oltre il 17% di quella europea e più del 18% in termini di potenza motore: un peso specifico straordinario che ci colloca ai vertici del panorama euro-mediterraneo. Eppure, vent’anni di politiche comunitarie fondate su un approccio ideologico hanno tagliato del 21% le nostre imbarcazioni e ridotto i guadagni del 30%, costringendoci a coprire appena il 15% della domanda interna con prodotto nazionale. È ovvio che occorra cambiare passo, come già sta facendo questo governo”.

Come si prospetta l’immediato futuro per il nostro comparto ittico? Quali le sfide più urgenti?

“Se l’azione recente del Governo e del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida in sede di Consiglio Agrifish a fine 2025 ha permesso di attenuare i tagli lineari e dare un ulteriore segnale di pragmatismo, la vera battaglia per la sopravvivenza della filiera si gioca proprio sul futuro. La sfida più allarmante riguarda la definizione del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034: il nuovo fondo europeo rischia infatti di partire con una dotazione drasticamente tagliata fino a due terzi rispetto al ciclo attuale. Un ridimensionamento inaccettabile che azzopperebbe sul nascere ogni auspicato percorso di transizione ecologica e tecnologica per le nostre imprese, che abbiamo previsto anche nei recenti provvedimenti approvati dal Parlamento, per ultimo il D.L. Valorizzazione Risorsa Mare”.

Alla luce di questo contesto, dunque, quali sono le azioni prioritarie per tutelare questo settore strategico per il nostro paese?

“Per tutelare gli interessi nazionali di fronte a questa minaccia, non bastano le pur fondamentali riforme difensive. Forza Italia, sotto la guida del suo Segretario Nazionale Antonio Tajani, sostiene da sempre, e giustamente, la necessità di una forte diplomazia della crescita. Diventa prioritario recuperare posizioni apicali nei servizi della Commissione europea, in particolare all’interno della DGMARE. È inaccettabile che un Paese leader come l’Italia non esprima da troppi anni un direttore generale o un responsabile per il Mediterraneo. Solo presidiando i luoghi in cui si scrive la burocrazia comunitaria potremo far valere il reale peso della nostra marineria, superare i vincoli del FEAMPA e difendere il lavoro di intere comunità costiere. Sulla tutela del nostro mare sono certo che la maggioranza non farà un solo passo indietro”.


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