Ginevra al centro della diplomazia: negoziati su nucleare iraniano e guerra in Ucraina
La Scizzera si conferma crocevia della diplomazia internazionale. Nelle prossime ore Ginevra ospiterà due delicati tavoli negoziali: il secondo round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran e un nuovo tentativo di mediazione americana tra Russia e Ucraina per porre fine alla guerra iniziata nel 2022. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati in Svizzera per guidare le delegazioni americane nei due dossier più caldi della politica estera di Washington. Sul fronte iraniano, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un nuovo avvertimento a Teheran. Parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha sottolineato che l’Iran potrebbe andare incontro a “conseguenze” in caso di mancato accordo. I negoziati, mediati dall’Oman, puntano a evitare un’escalation militare e a riportare sotto controllo il programma nucleare iraniano.
Il cauto ottimismo di Teheran
Teheran ha espresso un cauto ottimismo sulla posizione definita “più realistica” di Washington. Ma ha insistito affinché le discussioni restino limitate alla questione nucleare e all’allentamento delle sanzioni. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha incontrato l’omologo omanita Badr Albusaidi per definire la linea negoziale e ha dichiarato di essere arrivato a Ginevra “con idee concrete per un accordo giusto ed equo”, ma senza alcuna “sottomissione alle minacce”. Parallelamente, Araghchi ha avuto un confronto tecnico con il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi, incentrato sugli aspetti tecnici del programma nucleare. Nel frattempo, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha avviato esercitazioni militari nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico globale di petrolio e gas. Un segnale di pressione mentre le trattative entrano nel vivo. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito l’auspicio di una soluzione negoziata, sottolineando che il presidente “preferisce sempre soluzioni pacifiche”.
Oltre l’Iran: anche l’Ucraina al centro dei colloqui a Ginevra
A Ginevra si terrà anche un nuovo ciclo di colloqui indiretti tra Stati Uniti, Mosca e Kiev. Obiettivo: cercare una via diplomatica per chiudere un conflitto che dura da quattro anni. I precedenti round, mediati dalla Casa Bianca, non hanno prodotto risultati concreti. Trump ha sollecitato Kiev a “sedersi al tavolo delle trattative, in fretta”. Ma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di non mostrare reali aperture, denunciando il proseguimento degli attacchi russi anche alla vigilia degli incontri. Mosca, che controlla circa un quinto del territorio ucraino inclusa la Crimea, chiede il ritiro delle forze di Kiev dal Donbass. L’Ucraina respinge la richiesta e pretende solide garanzie di sicurezza dall’Occidente. Secondo l’Institute for the Study of War, Kiev avrebbe riconquistato 201 chilometri quadrati nell’ultima settimana, sfruttando difficoltà logistiche russe, tra cui problemi nelle comunicazioni.
Con due crisi globali sul tavolo, Ginevra torna a essere il baricentro della diplomazia mondiale, tra tensioni militari e fragili spiragli di dialogo.
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