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Economia

Istat: tasse top, pressione fiscale record, famiglie più povere

Mai così alta negli ultimi 11 anni, consumi al palo

di Giorgio Brescia -


Sale la pressione fiscale in Italia e torna ai livelli più alti dell’ultimo decennio. Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel 2025 il peso delle tasse è arrivato al 43,1% del Pil, in aumento rispetto al 42,4% del 2024. Un dato che segna un ritorno ai livelli del 2014 e fotografa un carico fiscale in crescita.

Pressione fiscale al top

Il picco si registra nel quarto trimestre: la pressione fiscale ha toccato il 51,4%, un livello record che evidenzia una forte concentrazione del prelievo in alcuni periodi dell’anno.

Ma il dato più rilevante riguarda l’impatto sulle famiglie. Nello stesso periodo, infatti, il reddito disponibile è calato dello 0,4% e il potere d’acquisto è sceso dello 0,8%, segno che l’aumento delle entrate fiscali non si traduce in maggiore benessere per i cittadini.

Consumi al palo

I consumi mostrano una crescita minima (+0,5%), mentre la propensione al risparmio scende al 7,8%. Un quadro che indica famiglie più prudenti e con margini sempre più ridotti, strette tra tasse elevate e costo della vita.

Il dato sulla pressione fiscale rappresenta il rapporto tra entrate dello Stato e ricchezza prodotta, ma dietro la media nazionale si nascondono effetti concreti: meno capacità di spesa, minore accumulo e maggiore fragilità economica.

In sintesi, cresce il peso del fisco mentre si riduce quello dei redditi reali: una dinamica che conferma le difficoltà strutturali dell’economia italiana e il divario tra numeri macro e percezione quotidiana.


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