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In Italia il rischio povertà resta superiore alla media in Europa

I dati del Rapporto Bes: resta il divario tra Nord e Sud

di Martino Tursi -


In Italia, il rischio povertà rimane in media tra i più alti in Europa. Lo ha riferito l’Istat nel report Bes, sui livelli di benessere equo e sostenibile della popolazione. I numeri parlano chiaro. Nel 2025 quasi 5,4 milioni di italiani vivono in condizioni di povertà assoluta, in pratica si tratta dell’8 per cento delle famiglie residenti pari a poco meno del 10 per cento (per la precisione, il 9,3%). L’incidenza del rischio è molto più alta al Sud rispetto al Nord. Nel Mezzogiorno, infatti, l’incidenza è pari all’11,5% mentre al Nord raggiunge l’8,5%.

Rischio povertà in Italia rispetto all’Europa

I dati del rapporto Bes riferiscono che il rischio di povertà in Italia è tra i peggiori d’Europa. Nel 2025, il tasso delle persone a rischio esclusione sociale è stato pari al 22,6 per cento dei residenti rispetto a una media comunitaria che si aggira sul 20,9%. Nella classifica Ue, l’Italia è ventunesima su 27 Paesi membri. In termini percentuali c’è un rischio del 2,3% superiore di povertà rispetto al resto d’Europa. Tra gli indicatori che pesano di più c’è la disuguaglianza dei redditi disponibili e le difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Reggono, invece, i dati legati ai costi dell’abitazione e alla deprivazione materiale. Su cui il nostro Paese si “difende” rispetto alle medie europee.

Nord e Sud, il divario che resta

L’occupazione aumenta di più al Sud ma il Mezzogiorno rimane lontano dal Centro-Nord. Solo l’Abruzzo si salva, per il resto delle Regioni gli indicatori restano per la gran parte inferiori a quelli medi italiani. Fino a raggiungere territori come Campania, Puglia e Calabria che presentano, in almeno 10 dei 12 domini, valori medi peggiori rispetto al riferimento nazionale. Sulla sicurezza, però, la situazione si ribalta. Al Sud c’è una percezione migliore rispetto alle grandi città del Centro-Nord dove violenze e reati predatori risultano più frequenti e presentano un’incidenza peggiore.

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