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Trump, il comizio e il lato B: quando la campagna elettorale scivola nel bar dello sport

Sul palco con Nicki Minaj, il presidente commenta il fondoschiena della cantante tra gli applausi

di Ernesto Ferrante -


Ci sono presidenti che salgono sul palco per parlare di inflazione, sicurezza, crisi internazionali o strategia elettorale. Poi c’è Donald Trump, che davanti a una folla di sostenitori in Michigan ha deciso di concentrare l’attenzione su quello che evidentemente considera un tema di interesse nazionale: il fondoschiena di Nicki Minaj. “È difficile non notarlo”, ha dichiarato il presidente riferendosi alla rapper. “Ho visto un lato B davvero spettacolare. Quello sì che è un bel vedere”. Per qualche istante, il comizio è sembrato sospeso tra una convention politica e la diretta di una rimpatriata di amici convinti che il galateo sia un’invenzione delle élite globaliste.

L’arte trumpiana di abbassare sempre l’asticella

Trump ha costruito la propria fortuna politica promettendo di rompere gli schemi. E in questo bisogna riconoscergli una coerenza invidiabile. Ogni volta che si pensa di aver raggiunto il fondo, riesce a procurarsi una pala. Così, mentre il resto del mondo discute di guerre, mercati, alleanze strategiche e competizione, il capo della Casa Bianca trova il modo di trasformare una manifestazione elettorale in una valutazione estetica pubblica della sua ospite. Non contento, ha poi precisato che Minaj “non è mai stata così bella” e che è una persona “molto intelligente”. Nel dizionario trumpiano, del resto, l’intelligenza coincide spesso con l’essere d’accordo con lui.

Nicki Minaj ricambia l’entusiasmo

Se qualcuno immaginava imbarazzo sul palco, è rimasto deluso. La cantante ha risposto con una dichiarazione d’amore politico che avrebbe fatto impallidire molti consiglieri della comunicazione presidenziale. “Lo amo così tanto”, ha detto rivolgendosi al presidente. “Ti sosterrò per sempre. Se corri di nuovo, ti sosterrò di nuovo”. Un sostegno totale che ha trasformato il comizio in una sorta di fan convention politica, dove la distinzione tra endorsement elettorale e tributo personale è diventata sempre più sfumata.

Dalla Casa Bianca al reality il passo è breve

Nelle ore precedenti all’evento erano inoltre circolate indiscrezioni su una possibile candidatura di Minaj al ruolo di portavoce della Casa Bianca. Nessuna conferma, ma l’idea è sembrata perfettamente in sintonia con il clima generale. A questo punto manca solo che i briefing presidenziali vengano sostituiti dal televoto e che il prossimo segretario di Stato venga annunciato durante un talent show in prima serata.

La vera notizia non è la battuta

Il problema non è la volgarità della frase. Trump ha abituato l’opinione pubblica a uscite ben più controverse. La vera notizia è che il presidente degli Stati Uniti continui a considerare il ruolo più potente del pianeta come un’estensione del palcoscenico televisivo che lo ha reso celebre. La formula è sempre la stessa. Una provocazione, una battuta grossolana, l’indignazione degli avversari, l’entusiasmo dei fedelissimi. E il dibattito politico sparisce. Alla fine dell’evento restano poche tracce dei contenuti programmatici. Rimangono invece le immagini, le polemiche e l’ennesima scena di un copione incentrato sul tycoon che monopolizza l’attenzione nazionale non per ciò che propone, ma per ciò che gli passa per la testa. A giudicare dagli applausi, c’è ancora una parte dell’America che lo considera un segno di autenticità. Anche se la tribuna presidenziale si è trasformata nel bancone di un’autogrill.

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