La guerra fa ricco Alex Karp: Palantir naviga nell’oro e i dati economici del primo trimestre superano, nettamente, le previsioni della vigilia. Non è che ci sia tanto da meravigliarsi. In un mondo impazzito, la corsa al riarmo è una necessità. La novità, semmai, è che pure gli investimenti per la Difesa non sembrano più poter prescindere dall’intelligenza artificiale. Il cuore del business di Palantir, infatti, sembra essere il sistema Maven Ai. Si tratta di una piattaforma software che, sulla base dell’analisi dei dati, consente di “prendere decisioni di targeting in tempo reale”. In pratica, è un sistema di puntamento precisissimo, un passo verso l’automatizzazione, sempre più “totale”, delle armi da guerra. Maven, a quanto pare, sarà presto il sistema ufficiale per il Pentagono. E tutta (o quasi) la potenza di fuoco degli States sarà indirizzata dagli algoritmi di Palantir.
La guerra che fa ricca Palantir
I numeri sembrano confermarlo. Il fatturato, nei primi tre mesi di quest’anno, s’è già impennato: +85% per 1,63 miliardi di dollari. Solo dagli Stati Uniti, il giro d’affari con le agenzie governative è schizzato dell’84% balzando a 687 milioni di dollari. Meglio ancora, ma solo in termini di trend, il fatturato coi clienti commerciali Usa: +133% per 595 milioni. Rispetto a questo comparto, chiaramente, Palantir non vende armi né sistemi di puntamento ma piattaforme in grado di accelerare il processo decisionale delle aziende. Insomma, Alex Karp si aspetta di guadagnare, nel 2026, qualcosa come 7,66 miliardi di dollari. E di farlo tra armi, puntatori Ai e consentendo alle aziende di tagliare lavoratori di ogni grado. Benvenuti nel futuro.