La partita sulle armi nucleari tra Usa e Russia coinvolge la Cina
Wahington vuole al tavolo Pechino, mentre la Russia ritiene più giusta la presenza di Parigi e Londra
Gli Stati Uniti stanno insistendo per fissare dei colloqui a tre, con Russia e Cina, per stabilire nuovi limiti alle armi nucleari, dopo la scadenza dell’ultimo trattato tra Washington e Mosca, le principali potenze nucleari a livello globale. Pechino ha già respinto al mittente l’invito a partecipare ai negoziati sul disarmo “in questa fase”. La Russia, invece, ha suggerito di chiamare al tavolo altri Stati dotati di armi nucleari come Gran Bretagna e Francia.
La posizione di Rubio
“Il controllo degli armamenti non può più essere una questione bilaterale tra Stati Uniti e Russia. Altri Paesi hanno la responsabilità di contribuire a garantire la stabilità strategica, nessuno più della Cina”, ha scritto il segretario di Stato americano, Marco Rubio.
Gli Usa sostengono che il gigante asiatico abbia esteso in modo “opaco” il suo arsenale, a partire dal 2020. Le testate di cui può disporre sarebbero passate da 200 a più di 600. Entro il 2030, secondo gli esperti militari americani, potrebbero toccare quota mille.
Cosa prevedeva il New Start tra Usa e Russia
Il New start, siglato nel 2010, limitava Stati Uniti e Russia a 1.550 testate nucleari schierate ciascuno. Attualmente non è in vigore alcuna intesa per limitare il posizionamento delle armi più distruttive del pianeta. Il timore di una nuova corsa agli armamenti non è campato in aria. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha accettato la proposta della controparte russa, Vladimir Putin, di mantenere in vigore le restrizioni per un altro anno. Giovedì ha chiesto un “trattato nuovo, migliorato e modernizzato”.
Il nuovo perimetro
Rubio ha affermato che gli Stati Uniti “negozieranno da una posizione di forza”. Per il capo della diplomazia statunitense, “Russia e Cina non dovrebbero aspettarsi che gli Stati Uniti restino fermi mentre loro si sottraggono ai loro obblighi ed espandono le loro forze nucleari”. Riduzione, non dismissione: “Manterremo un deterrente nucleare robusto, credibile e modernizzato. Ma lo faremo perseguendo tutte le strade per soddisfare il genuino desiderio del presidente di un mondo con meno di queste terribili armi”. Il tycoon aveva detto di voler riprendere i test nucleari per la prima volta dopo decenni, ma ad oggi alle parole non sono seguiti i fatti.
La doppia lista di Donald Trump
Prima di suggerire il rinnovamento del New Start, in un post su Truth social, Donald Trump ha rivendicato i suoi sforzi per potenziare le forze armate statunitensi e impedire il deflagrare di conflitti nel resto del pianeta, sbandierando l’ormai consueto elenco di disastri “sventati”. Corposa la lista della spesa di guerra: “Gli Usa sono il Paese più potente del mondo. Ho ricostruito completamente il loro apparato militare durante il mio primo mandato, includendo armi nucleari nuove e molte rimesse a nuovo. Ho anche aggiunto la Space Force e ora continuo a ricostruire le nostre forze militari a livelli mai visti prima. Stiamo persino aggiungendo navi da battaglia, che sono 100 volte più potenti di quelle che solcavano i mari durante la Seconda Guerra Mondiale: la Iowa, la Missouri, l’Alabama e altre”.
Torna alle notizie in home