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Molto rumore per nulla: la rete ferroviaria rapida non decolla in California

Tra ritardi cronici e il taglio dei fondi federali, la nuova tratta ridotta cancella i vantaggi dell’alta velocità

di Cinzia Rolli -


DALLA NOSTRA INVIATA

Il sogno di unire San Francisco e Los Angeles in meno di tre ore a bordo di un treno veloce è nato nel 2008 con una promessa agli elettori: 33 miliardi di dollari di spesa e inaugurazione nel 2020.

Ad oggi la realizzazione della linea ad alta velocità in California si è trasformata in un impegno tradito, spingendo il governo federale a revocare definitivamente i finanziamenti deliberati.

Dietro il taglio di 4 miliardi di dollari dei fondi nazionali che ha colpito il progetto della California High-Speed Rail, esiste un clamoroso fallimento burocratico locale.

I registri ufficiali dimostrano infatti che il Golden State ha perso quegli stanziamenti semplicemente perché non ha mai acquistato i treni necessari per ottenerli.

Le ragioni

Questo scenario ribalta la narrazione pubblica del governatore democratico Gavin Newsom, il quale aveva immediatamente accusato l’amministrazione di Donald Trump di aver colpito l’opera per ragioni di rivalità politica.

Un’ampia indagine giornalistica condotta da CBS News ha fatto luce sui reali motivi che hanno spinto il governo federale a ritirare legalmente i finanziamenti un anno fa.

Esaminando i documenti interni, l’inchiesta ha svelato che la California High-Speed Rail Authority, l’autorità statale che gestisce l’opera, ha ripetutamente mancato le scadenze vincolanti imposte da Washington. Tra queste, la più grave riguarda l’approvvigionamento dei convogli ferroviari.

L’acquisto dei treni era un requisito essenziale ed obbligatorio per sbloccare i sussidi governativi ed in mancanza dell’approvvigionamento ferroviario Washington ha revocato il pacchetto economico miliardario di aiuti previsto.

L’autorità californiana ad oggi non è in grado di stabilire una data, nemmeno indicativa, per l’assegnazione del contratto di fornitura dei treni.

La voce relativa all’acquisto dei convogli è stata infatti classificata con la dicitura “da determinare”.

Questa rivelazione indebolisce pesantemente la posizione del governatore Newsom. Se fino a ieri l’amministrazione dello Stato del Pacifico poteva giustificare i ritardi della Tav scaricando le colpe sull’ostruzionismo del governo federale, i registri amministrativi spostano la responsabilità all’interno dello stessa istituzione locale.

L’avvio della linea ridotta

Inoltre, a causa dell’esplosione dei costi e dei ritardi, il tracciato originale è stato drasticamente ridotto. La costruzione è ora limitata a una sezione centrale di 170 miglia, circa 273 km, nella Central Valley, un tratto totalmente pianeggiante che collegherà le cittadine di Merced e Bakersfield. L’avvio di questa linea ridotta è previsto per il 2033.

Il piano d’emergenza della California High-Speed Rail rischia tuttavia di produrre un clamoroso paradosso: trasformare il treno ad alta velocità nel trionfo definitivo dell’automobile.

Per viaggiare tra Los Angeles e San Francisco sfruttando la futura tratta ridotta (Merced-Bakersfield), i passeggeri dovranno affrontare infatti una vera e propria staffetta.

Due ore di auto sulla congestionata Interstate 5 solo per raggiungere la stazione di Bakersfield. Prendere quindi il treno per un viaggio rapido ma parziale lungo le 170 miglia della Central Valley fino a Merced.

Ed una volta scesi ci si troverà a 130 miglia da San Francisco, dovendo affrontare altre due ore di asfalto per raggiungere il centro città.

Tra cambi di mezzo e coincidenze, questo itinerario frammentato richiederà lo stesso tempo, se non di più, rispetto a un tragitto percorso interamente in auto sulle autostrade già esistenti.

La maxi-opera tanto attesa non elimina l’automobile, ma la rende un requisito obbligatorio per accedere ai binari, annullando il senso logico dell’infrastruttura.

La revoca dei fondi non appare dunque una semplice mossa politica, ma la bocciatura tecnica di un’opera che ha finito per perdere la sua stessa utilità strategica.

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