Asse tra Tajani e Calenda: doppio attacco a Salvini
Dialogo possibile tra Azione e Forza Italia. Una linea comune quella tra Carlo Calenda e Antonio Tajani che passa anche per dure critiche ad alcune posizioni della Lega di Salvini. È questo il messaggio che emerge dalla giornata politica azzurra milanese, dove Carlo Calenda e Antonio Tajani hanno pronunciato parole destinate a pesare nei futuri equilibri del centro politico italiano. E a impattare anche su quelli presenti. All’evento di Forza Italia “Più libertà, più crescita”, Carlo Calenda ha ribadito con toni netti i “paletti politici” che delimitano ogni possibile collaborazione di Azione con gli altri partiti. L’ex ministro si dice convinto che il bipolarismo, così come lo abbiamo conosciuto, sia arrivato al capolinea. Poi chiarisce di non poter immaginare un progetto comune che includa figure come Conte, Bonelli o Fratoianni. Ma neppure Matteo Salvini o Vannacci. Una presa di posizione che punta dritta al tema dei valori europei e atlantici, al centro della strategia di Azione.
Il feeling tra Forza Italia e Azione
Sui social, Calenda ha poi rafforzato il concetto: la battaglia per la libertà richiede oggi “scelte coraggiose”, a partire dall’autonomia politica da chi viene indicato come “nemico dell’Europa”. Nel mirino, senza giri di parole, le ambiguità verso i regimi di Putin e Maduro e la presenza, secondo Calenda, di “quinte colonne russe” nella politica italiana. È in questo quadro che si inserisce la critica durissima a chi “riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica”. Richiamo diretto e per nulla velato al numero uno della Lega. Un punto, questo, che avvicina sorprendentemente le posizioni di Calenda a quelle azzurre. Dal palco milanese, Tajani ha rilanciato l’idea di un allargamento dell’area moderata: “Potremmo fare di più occupando spazi rimasti liberi”, ha detto, guardando agli elettori ex democristiani e socialisti “in cerca di una casa”. Una riflessione che cavalca la crisi evidente del centrosinistra tradizionale e monopolizzato da una sinistra che sembra aver monopolizzato la coalizione.
Le critiche di Calenda a Salvini e l’affondo di Tajani
La sintonia diventa ancora più evidente sulle distanze da Salvini. A proposito dell’ospitata al ministero dell’altro vicepremier dell’esponente dell’estrema destra britannica Tommy Robinson, Tajani è stato categorico: “È incompatibile con i miei valori. Io non lo incontro”. Una dichiarazione che rimarca, ancora una volta, una linea di confine netta all’interno della maggioranza. Dunque, Calenda e Tajani, da prospettive diverse ma convergenti, non lesinano critiche a Salvini aprendo uno spazio di dialogo tra Azione e Forza Italia fondato su europeismo, atlantismo e rifiuto delle ambiguità sovraniste. Non è ancora un’alleanza, ma il feeling politico è evidente e potrebbe diventare uno dei fattori chiave nella ridefinizione del centro italiano nei prossimi mesi.
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