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Midterm Usa 2026, boom del voto anticipato: in oltre 57 milioni hanno già votato

Affluenza record nel voto anticipato per le elezioni di Midterm Usa. Ammontano a oltre 11 milioni in più rispetto al 2022 le schede pervenute agli uffici elettorali attraverso l’early voting. Texas, Carolina del Sud e Michigan tra gli Stati con gli incrementi più significativi

di Lino Sasso -


Le elezioni Midterm Usa 2026 registrano un’impennata del voto anticipato. Oltre 57 milioni di americani hanno già espresso la propria preferenza prima dell’Election Day. Un dato che testimonia la forte mobilitazione elettorale alla base della sfida tra Democratici e Repubblicani che si contendono il controllo del Congresso.

Secondo un monitoraggio della Nbc, alla vigilia del voto erano già state depositate 57.243.189 schede, contro i 45,9 milioni registrati complessivamente nel voto anticipato delle precedenti elezioni di metà mandato del 2022. Un incremento di oltre 11 milioni di voti, pari a circa il 25%.

L’alta partecipazione, ovviamente, potrebbe incidere sugli equilibri politici americani. Gli analisti invitano però alla prudenza: all’impennata dell’early voting potrebbe non corrispondere necessariamente un aumento dell’affluenza complessiva. Per saperlo sarà necessario attendere la chiusura dei seggi e i dati conclusivi della presenza alle urne.

Texas e Carolina del Sud guidano l’aumento dei votanti

Secondo il New York Times, una crescita particolarmente significativa di è finora registrata negli Stati considerati strategici per la competizione elettorale.

In Carolina del Sud i voti anticipati hanno raggiunto quota 1,1 milioni, con un incremento del 75% rispetto ai 619.600 del 2022. Numeri importanti anche in Texas, dove sono già state depositate 7,7 milioni di schede, il 41% in più rispetto ai 5,5 milioni di quattro anni fa.

In Carolina del Nord hanno votato anticipatamente 2,8 milioni di cittadini (+29%), mentre in Michigan il totale è salito a 2,3 milioni (+26%). In Ohio sono state registrate 1,7 milioni di schede, con una crescita del 18%.

Anche la Georgia conferma la tendenza, con 2,8 milioni di voti anticipati, il 13% in più rispetto al 2022.

Incrementi si registrano inoltre in Kansas, con 470.200 schede (+17%), Iowa, con 464.700 (+25%), Maine, con 295.400 (+25%), e Alaska, dove i voti anticipati sono saliti a 85.000 (+21%).

Fa eccezione il Nebraska, che registra una flessione del 10%, passando dai 264.000 voti anticipati del 2022 agli attuali 237.100.

Democratici più presenti nel voto anticipato

Uno degli aspetti politicamente più interessanti riguarda la composizione dell’elettorato che ha già votato. Sempre in base a quanto rilevato dal New York Times, in diversi Stati si registra una crescita della componente democratica tra gli elettori che hanno partecipato anticipatamente.

Un segnale osservato con attenzione dai due partiti, soprattutto nelle competizioni più incerte per il Senato.

Tuttavia, il boom del voto anticipato non equivale a un vantaggio elettorale certo per i Democratici. Il dato sull’affluenza, infatti, nonostante il ‘profilo’ degli elettori, non consente in sé per sé di stabilire anticipatamente con certezza quale partito conquisterà i singoli Stati né quale sarà la partecipazione definitiva.
Una parte degli americani potrebbe infatti aver semplicemente scelto di votare prima, anziché recarsi alle urne il giorno delle elezioni.

Un precedente significativo arriva dalle presidenziali del 2024, quando l’aumento del voto anticipato aveva contribuito a sovrastimare le previsioni sull’affluenza complessiva.

A che ora aprono i seggi e quando inizierà lo spoglio

L’Election Day entra nel vivo oggi. Tra i primi Stati ad aprire i seggi figurano Connecticut, Indiana, Kentucky, Louisiana, Maine, Missouri, New Jersey, New York e Virginia, a partire dalle 6 del mattino ore locali, le 12 in Italia.

Per conoscere i primi risultati bisognerà attendere la chiusura dei seggi, prevista in serata negli Stati Uniti, quando in Italia sarà già notte.

Soltanto allora sarà possibile capire se l’affluenza anticipata senza precedenti si tradurrà in una maggiore partecipazione complessiva e quali effetti avrà sugli equilibri politici americani.

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