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Cronaca

Iniziati i funerali di Stato per i militari morti in Bosnia. Crosetto: “Lo Stato si inchina. Lì un monumento per ricordarli”

La cerimonia alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Mattarella conforta i familiari delle vittime

di Maria Graziosi -


Sono iniziati i funerali di Stato per i quattro militari morti in Bosnia a causa dell’incidente dell’elicottero a bordo del quale viaggiavano nell’ambito della missione internazionale Eurfor Althea. L’ultimo saluto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli per l’addio a Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Tra i primi a raggiungere la chiesa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che si è attardato a scambiare qualche parola con i familiari delle vittime. Ha espresso loro la vicinanza del Paese e la partecipazione dell’Italia al tremendo lutto che stanno vivendo.

Al via i funerali di Stato per i militari morti in Bosnia Ai funerali dei quattro militari morti in Bosnia, ci sono tutte le alte cariche dello Stato. Ci sono, accanto al Capo dello Stato Mattarella, i presidenti di Senato e Camera, rispettivamente Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Inoltre non mancano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. La funzione religiosa è officiata dall’ordinario militare per l’Italia, monsignor Gian Franco Saba. Tante persone, insieme ai familiari, agli amici e ai commilitoni delle vittime per tributare l’estremo omaggio ai soldati.

Crosetto: In Bosnia un monumento in loro onore

“Venerdì mentre visitavo all’obitorio loro i feriti negli ospedali sono andato a vedere il resto dell’elicottero ed ero accompagnato da tutte le autorità della Bosnia Zegovina. Tutte in silenzio, non hanno parlato. Quando sono arrivato per la partenza, si sono avvicinate. C’erano un musulmano, un ortodosso e un cattolico. Si odiano da generazioni. E mi hanno detto ‘non riusciamo mai a trovare l’accordo su nulla, ma ci siamo messi d’accordo in un secondo oggi. Noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi”.

Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso dei funerali dei quattro militari italiani morti in Bosnia.

“È un monumento a loro, ma è un monumento alla storia delle forze armate italiane, dei costruttori di pace di un impegno – ha aggiunto – che molto spesso noi non cogliamo e di cui loro sono diventati volenti o nolenti un simbolo un simbolo che noi onoreremo e costituiremo perché custodendo quel simbolo, quello che loro rappresentano e che i loro colleghi stanno rappresentando anche in questo momento in giro per il mondo, noi costruiamo quella parte di cultura che ci rende grandi e unici la capacità di distinguere tra il bene e il male e di servire anche fino all’estremo sacrificio la causa giusta che è quella della pace”.

“Lo Stato si inchina a loro”

“Siamo qui a inchinarci a loro. Lo Stato si inchina a loro. Sappiamo che le parole non vi daranno alcun sollievo e non potranno fare nulla, ma sappiate che l’amore e l’affetto, la vicinanza che vivete oggi non morirà oggi. La famiglia della Difesa c’è oggi, ci sarà domani e sarà sempre al vostro fianco e al loro fianco perché loro hanno servito questo Paese con un onore che ricade su ognuno di noi e di cui ognuno di noi beneficia tutte le volte che andiamo all’estero. Loro sono l’Italia migliore”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto dal pulpito della basilica di Santa Maria degli Angeli.


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