Saudi Aramco dribbla Hormuz: rafforzato l’oleodotto Est-Ovest
Trimestrale da record per l'azienda energetica saudita che ora punta a superare il collo di bottiglia iraniano
La guerra non si ferma e, soprattutto, non è solo una questione di missili: Aramco ribadisce l’impegno a bypassare lo Stretto di Hormuz. E, pertanto conferma, anzi rafforza, gli investimenti nell’oleodotto che attraverserà, da Est a Ovest, tutta l’Arabia Saudita. Si tratta di una soluzione, possibile, per riaprire il “collo di bottiglia” che decide chi, e a che prezzo, avrà gas e petrolio da bruciare quest’inverno. È una battaglia strategica. Il vantaggio del nemico, e l’Iran su questo ha fatto molto affidamento, va necessariamente combattuto e rintuzzato.
Aramco dribbla Hormuz
Amin H. Nasser, Ceo della società energetica di Riyadh, ha ribadito che la società non si fermerà. “Sono in corso le attività di progettazione preliminare per l’ampliamento dell’oleodotto Est-Ovest”. L’obiettivo è ampliare i canali che attraversano il Paese da una costa all’altra e potenziare rifornimenti e consegne. Con l’oleodotto che bypasserà Hormuz, Aramco conta di poter aumentare la capacità della rete di collegamenti. Che passerebbe dagli attuali 7 ai futuri dieci milioni di barili di petrolio trasportati al giorno.
Una trimestrale da record
L’annuncio del Ceo è arrivato durante la presentazione dei dati della trimestrale. Il risultato netto è balzato a 36,3 miliardi di dollari, un aumento del 34%. L’utile netto rettificato assomma a 31,2 miliardi, in salita del 9 per cento mentre il cash flow si attesta a 38,7 miliardi. Scende l’indebitamento, al 5,5% e il dividendo sale del 3,5% pari a un totale che sfiora i 22 miliardi di dollari. Il progetto dell’oleodotto Est-Ovest, per Aramco, è un investimento vitale: bypassare Hormuz è fondamentale per dare certezza agli affari.
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