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Politica

Opposizioni in piazza contro la norma anti-cespugli della legge elettorale

L'aumento delle firme necessarie per presentarsi alle elezioni ha scatenato la reazione dell'opposizione

di Lino Sasso -


Ultimo passaggio questa mattina al Senato per la nuova legge elettorale. Se il nuovo meccanismo sulle preferenze resta uno dei punti più controversi della riforma, nelle ultime ore lo scontro politico si è concentrato soprattutto sulla cosiddetta norma anti-cespugli. Ovvero la necessità per i partiti no rappresentati in Parlamento di raccogliere le firme per presentare le liste. Si è infatti portato da 1,5 a 6mila sottoscrizioni per collegio il requisito per le formazioni che non godono delle esenzioni previste dalla legge. Una modifica che ha immediatamente acceso la protesta delle opposizioni. Nei pressi del Senato è sceso in piazza Progetto Civico per l’Italia, la formazione fondata dall’assessore capitolino Alessandro Onorato, tra quelle colpite dalla nuova norma. Tra gli esponenti dell’opposizione intervenuti Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Francesco Boccia.

Le reazioni dell’opposizione

Conte ha definito la norma “antidemocratica, illiberale e incostituzionale”, contro la quale il Movimento 5 Stelle promette battaglia. Ancora più duro Onorato, che ha messo a confronto le nuove soglie con quelle richieste in passato a Fratelli d’Italia. “Nel 2013 FdI entrò in Parlamento raccogliendo 40mila firme e oggi a noi ne chiedono 400mila”, ha sostenuto. Poi l’appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale aveva già scritto dopo l’approvazione dell’emendamento. Dalla piazza arriva anche l’affondo di Boccia. Per il capogruppo dem si tratta di una legge che aumenta il peso dei vertici dei partiti nella scelta degli eletti e “inganna gli elettori”.

L’iter della riforma

Il nuovo sistema di raccolta delle sottoscrizioni assume un peso politico ancora maggiore mentre aumentano le indiscrezioni sulla possibile nascita di nuove formazioni. Tra queste c’è anche l’ipotesi di un ritorno in campo di Beppe Grillo. Secondo alcuni fedelissimi del fondatore del Movimento 5 Stelle, il comico genovese starebbe valutando una lista da collocare alla sinistra del campo progressista. Al momnto però il confronto è tornato nell’Aula di Palazzo Madama. La maggioranza punta a chiudere oggi la seconda lettura della riforma, mentre le opposizioni preparano l’ultima battaglia parlamentare. Poi la legge elettorale dovrà tornare alla Camera, chiamata a pronunciarsi sulle modifiche introdotte dal Senato.


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