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Politica

Fitto: “Ue sempre più forte per contare nel mondo”

di Paolo Diacono -


Fitto ribalta, o almeno ci prova, la narrazione sulla Ue. Altro che debole vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro, per il vicepresidente esecutivo italiano della Commissione, l’Unione europea resta forte. E deve essere, domani, sempre più forte per poter imporre al dibattito geopolitico la sua orma. Le parole di Fitto oggi al Festival dell’Economia civile a Firenze. Il suo intervento parte da un presupposto su cui non fa sconti. “Possiamo discutere di come cambiare, adeguare, modernizzare l’Europa. Ma non penso che possa essere in discussione, nel contesto geopolitico che viviamo, l’idea di un’Europa più forte che possa svolgere un ruolo determinante a livello geopolitico. Non solamente per la sua dimensione, per le sue caratteristiche, ma anche soprattutto per i valori che rappresenta”.

Fitto e la narrazione Ue

Ma c’è pure un altro aspetto che il vicepresidente Raffaele Fitto prova a mettere in risalto. Ed è quello legato ai tanti accordi commerciali che sono stati sottoscritti, negli ultimi anni, da Bruxelles in giro per il mondo. Con la globalizzazione mandata in frantumi dai dazi di Trump (e dalle loro conseguenze), per la Ue ricostruire una rete commerciale ha rappresentato una sfida epocale. Quasi per la sopravvivenza. “Questa commissione ha sottoscritto degli accordi commerciali a livello internazionale molto importanti che saranno e stanno già diventando un beneficio per tanti paesi a partire dall’Italia”, ha detto Fitto.

L’alleanza (commerciale) con le democrazie

Fitto ha aggiunto: “Cito l’accordo del Mercosur con i paesi del Sud America. Ma potrei richiamare quello che fu fatto o che è stato fatto col Ceta con il Canada, l’accordo con le Filippine, l’accordo con l’India”. Per il vicepresidente della Commissione: “Non è un caso che tutti questi accordi si sviluppino con democrazie, anche questo è un concetto che ritorna e che ci fa collegare il tema ai valori”. E ancora: “Riguardo alla capacità del rafforzamento del mercato interno, il superamento delle barriere interne può dare una grande spinta e una grande boccata d’ossigeno all’economia europea”. E qui è il busillis.

Il tema della flessibilità

Un argomento scottante riguarda, naturalmente, la flessibilità. Su cui Fitto è voluto tornare prendendo a esempio cosa è accaduto col Pnrr. “Ricorderete una discussione sulla necessità di cambiare il Pnrr, si diceva che era impossibile cambiarlo, e invece noi abbiamo inserito degli elementi di flessibilità che sono stati decisivi nel raggiungimento degli obiettivi”. Un precedente positivo in vista della manovra? Chissà.

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