L’Italia si aggrappa ai suoi talenti, il caso Antonelli preoccupa Wolff
Dott. Wolff stia sereno, noi italiani siamo così, spontanei, sognatori, spesso esagerati... Forza AKA
“Ci son solo Antonelli e Sinner”. Noi italiani, si sa, tendiamo a vivere come un dramma le delusioni sportive, dall’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali di calcio della Nazionale azzurra alle continue frustrazioni che la Ferrari ci riserva da anni in F1. Ma abbiamo sempre un piano B. L’anno scorso siamo diventati supertifosi della Nazionale di calcio femminile. Tutti incollati davanti la tv per seguire gli Europei a esultare per le loro grandi prestazioni — altro che quelle dei maschietti — quando conquistarono la semifinale battendo la corazzata Norvegia 2-1. Un traguardo che mancava da 28 anni.
Il tempo di Kimi
Nel frattempo, durante le fantozziane qualificazioni ai Mondiali 2026, ci consolavamo con il fenomeno Sinner. Un giovanotto che per la prima volta ha portato il tricolore al primo posto della classifica ATP. Ora è arrivato il tempo di Kimi Antonelli, il giovane pilota Mercedes che sta brillando in F1.
Toto Wolff preoccupato
La preoccupazione per le pressioni mediatiche e fisiche arriva direttamente da Toto Wolff, Team Principal e CEO della Mercedes-AMG Petronas F1 Team dal 2013, l’uomo che ha creduto in AKA e lo ha portato alla guida della monoposto tedesca dopo l’addio di Lewis Hamilton, passato proprio alla Ferrari. Wolff confida nelle grandi qualità del ragazzo e nel fatto che la famiglia ha fatto un ottimo lavoro nel tenerlo con i piedi per terra, ma le pressioni sono davvero tante.
Tutti lo cercano, tutti lo vogliono
Continue richieste di interviste, partecipazioni a eventi e sponsorizzazioni rischiano di caricare troppo il giovane pilota, con possibili effetti negativi in pista. Per questo vanno gestite con intelligenza e moderazione. Kimi è partito alla grande, dopo tre vittorie e tre pole position comanda la classifica con 20 punti di vantaggio sul compagno Russell, e ora va tutelato.
Non ha mai fatto male tifare Aka e non la nazionale
Per Wolff, il problema più grande arriva proprio dai tifosi italiani che, dopo l’ennesimo fallimento della Nazionale, si sono aggrappati ai giovani fenomeni Antonelli e Sinner. Pressioni che, a quell’età, possono essere deleterie.
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