Tassi sfiorano il 4%, una stangata su un milione di italiani: ma il peggio deve ancora arrivare
Il mutuo non va in vacanza. Anzi. Rischia pure di rovinarcele. Il tasso è ai massimi da agosto 2024, il che si traduce in una stangata per le famiglie che hanno sottoscritto prestiti a tasso variabile. I dati snocciolati da Bankitalia riferiscono che a maggio il Taeg, il tasso annuo effettivo globale applicato sui nuovi prestiti accordati alle famiglie e finalizzati all’acquisto di abitazioni s’è collocato al 3,96%. In pratica, ha sfiorato il 4%. Ciò si traduce in un esborso maggiore per i cittadini che può rappresentare soltanto l’antipasto di quanto sta per abbattersi sull’economia europea. Già, perché la Bce ha deciso di alzare un altro po’ i tassi nella riunione di giugno scorso e ora potrebbe farlo ancora. Forse già a luglio, magari a settembre. Tutto dipende, in teoria, da ciò che accadrà in Medio Oriente. E, forse, pure dalle ambizioni politiche della signora Christine Lagarde, che è in predicato di lasciare la guida della Banca centrale europea e avrebbe già annunciato di considerare l’ipotesi di candidarsi per le presidenziali francesi. Non si può certo presentare agli elettori strangolandoli ancora di più. Ma questa, chiaramente, è solo una speranza.
Il mutuo non va in vacanza
Quel che conta è la realtà. I dati, le cifre, i numeri. E parlano chiaro, per i consumatori è un salasso. L’Unione nazionale riferisce che il maggior esborso sarà pari a circa trenta euro al mese, “pari a una stangata da 354 euro su base annua” come tuona il presidente Massimiliano Dona. Per il Codacons, si tratta dell’effetto Iran. Che travolgerà fino un milione di famiglie italiane. “Come previsto la guerra in Medio Oriente con i suoi effetti sull’inflazione ha investito anche il settore dei mutui portando ad una ondata di rialzi nei tassi di interesse offerti dalle banche ai propri clienti – spiega il Codacons – Un mercato quello dei mutui a tasso variabile che vale in Italia circa 150 miliardi di euro, coinvolgendo circa un milione di famiglie che hanno optato per questa tipologia di finanziamento. Famiglie che sono doppiamente danneggiate dall’effetto Iran perché, oltre a subire il rialzo dell’inflazione per gli acquisti quotidiani, devono fare i conti anche con gli aumenti delle rate del mutuo, che diventano sempre più pesanti”. Insomma, altro che ferie. Il mutuo, in vacanza, non ci va. E anzi rischia di guastarcela, arrivando a “regalarci” un’altra stangata sulla rata mensile. Come se non bastassero già i rincari e gli aumenti che, sempre a causa della guerra (e delle speculazioni che si attivano ogni qualvolta il mondo precipita nel caos) ci ritroviamo a dover affrontare ogni giorno.
L’effetto Iran
L’effetto Iran, già. Non ci voleva proprio. Perché, nel 2025, il mercato immobiliare aveva registrato una bella ripresa. Come riportato a giugno dall’Istat, si erano registrate ben 986.940 convenzioni notarili di compravendita. Un numero superiore del 3,9% rispetto al 2024. Percentuale che sale al 4% tondo tondo se si tengono in considerazione i soli affari inerenti al settore abitativo. Nel solo terzo trimestre, gli atti siglati di fronte a un notaio erano stati poco più di 220mila. Cifra, questa, già ragguardevole di suo. Ma da rivedere ulteriormente al rialzo considerato che nell’ultimo trimestre erano saliti a poco più di 282mila. Una risalita trainata pure da un certo momento di flessione dei tassi che però, sempre nel corso dell’anno passato, hanno ricominciato a salire. Portandoci ora sulla soglia del 4 per cento. Con il terrore che, dopo l’estate, il Taeg, e quindi il peso della rata mensile, possano aumentare ancora.