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Modulo online per segnalare turisti ebrei, la nuova schedatura digitale del turismo sionista

Che cos’è il modulo e come funziona e perché ricorda tanto gli anni 30

di Marzio Amoroso -


Un modulo online chiede di segnalare la presenza di turisti ebrei o cittadini israeliani in hotel e negozi italiani. Il questionario, diffuso tramite chat e canali digitali, con un link che porta a una pagina da compilare. Nel testo si parla esplicitamente di “mappatura del turismo sionista”, espressione che richiama una logica di controllo mirato su una specifica comunità. Il modulo invita chi lo riceve a indicare strutture ricettive e attività commerciali frequentate da cittadini israeliani o da persone identificate come ebrei. Non si tratta di un documento istituzionale, né di una iniziativa collegata a esigenze di sicurezza pubblica o sanitarie. È una raccolta di dati che punta alla schedatura di un gruppo religioso ed etnico, con un evidente carattere discriminatorio.

Perché il caso è considerato gravissimo

La diffusione di questo modulo online viene letta come un segnale di antisemitismo contemporaneo. La logica è quella della segnalazione del diverso, trasformato in bersaglio. La possibilità di compilare il questionario da qualsiasi dispositivo rende la pratica rapida e potenzialmente virale. La Comunità ebraica ha parlato di una vera e propria caccia all’ebreo, evocando gli anni bui delle schedature del Novecento. Il rischio è che una iniziativa presentata come informativa diventi uno strumento di pressione e intimidazione verso persone identificate per la loro origine o fede. In questo quadro, il riferimento al turismo sionista alimenta una narrazione ideologica che confonde individui, religione e geopolitica.

Reazioni e intervento delle autorità

La vicenda è stata segnalata alle autorità competenti, con la richiesta di verificare eventuali reati legati alla discriminazione e all’istigazione all’odio. Esponenti politici hanno annunciato l’intenzione di presentare denuncia, sottolineando la gravità di una schedatura basata su criteri religiosi. Associazioni impegnate sul dialogo tra popoli hanno chiesto il ritiro immediato del modulo e la chiusura della pagina. Il caso viene interpretato come sintomo di un nuovo fascismo digitale, che usa strumenti online per colpire minoranze e alimentare l’odio identitario. La richiesta è fermare subito questa pratica, ribadire che la presenza di turisti ebrei in Italia è un fatto normale e tutelato dalla legge. La difesa dei diritti passa anche dalla vigilanza su ogni forma di schedatura mascherata da semplice raccolta dati.

Campagna organizzata o fake?

Il modulo che invita a segnalare turisti ebrei o israeliani è stato diffuso via chat, ma non ha alcun legame con enti ufficiali. Gli esperti parlano di pagina anonima, creata con strumenti gratuiti e priva di riferimenti istituzionali. Potrebbe trattarsi di una provocazione digitale o di una campagna di odio organizzata. Le autorità stanno verificando l’origine per capire se sia un fake virale o un tentativo di schedatura discriminatoria.

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